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70 anni di medicina aeronautica e spaziale per l’AIMAS

Una storia al servizio della ricerca scientifica e della collettività che si intreccia con quella del mondo aeronautico e aerospaziale. L’Associazione Italiana di Medicina Aeronautica (A.I.M.A.) nasce il 30 maggio 1952 e si completa con la connotazione Spaziale nel 1963. Fu il futuro generale Tommaso Lomonaco che a Venezia, nel Salone delle Colonne di Cà Giustiniani, dopo aver ricevuto il consenso del Capo del Servizio Sanitario Aeronautico, Gennaro Pera, riunì un gruppo di medici aeronautici  per dare vita all’allora A.I.M.A.

La pagina di Illustrazione Medica che parla del Congresso Mondiale di Medicina Aeronautica e Spaziale del 1963

Un’associazione che si prefiggeva “lo scopo di incrementare e coordinare gli studi e le ricerche di medicina aeronautica nonché di collegare e rafforzare le relazioni con altre Società similari, con Istituti universitari ed enti scientifici sia in Italia che all’estero. Nella prima Assemblea parteciparono i più autorevoli medici aeronautici del tempo: il prof. Rodolfo Margaria, Direttore dell’Istituto di Fisiologia Umana dell’Università di Milano; il prof. Emanuele Scavo, titolare della Cattedra di Anatomia Chirurgica dell’Università di Roma; la prof.ssa Anna Maria Di Giorgio, Direttrice dell’Istituto di Fisiologia Umana dell’Università di Torino; il prof. Sergio Cerquiglini, dell’Istituto di Fisiologia dell’Università di Roma; il maggiore medico Karmany, vice addetto aeronautico all’ambasciata USA di Roma; il prof. Mozzetti-Monterumici, Presidente dell’Aeroclub di Venezia; il generale medico C.S.A. Gennaro Pera ed il generale medico C.S.A. Alberto Marulli. Lomonaco quell’anno venne eletto Segretario Generale e la Rivista di Medicina Aeronautica, edita dal Ministero dell’Aeronautica, diventò l’organo ufficiale dell’Associazione.

La prima  tappa storica di AIMA  fu il V Congresso di Medicina Aeronautica che si tenne dal 20 al 23 settembre del 1953 a Napoli, proprio sotto l’egida di questa giovanissima società scientifica. Padre Agostino Gemelli, uno dei pionieri della medicina aeronautica, fu nominato Presidente onorario del Congresso.

V Congresso di Medicina Aeronautica di Napoli del 1953. In piedi davanti al microfono Tommaso Lomonaco. A destra il Gen. Pera, Capo del Corpo Sanitario Aeronautico – Foto AIMAS

Erano gli anni della “guerra fredda” e del mondo diviso in due blocchi contrapposti, tra USA e URSS  impegnati nella corsa verso la conquista dello spazio, ma soprattutto della Luna. Studiare quindi le capacità psico-fisiche e l’addestramento dei piloti anche dal punto di visto del “fattore umano” divenne di fondamentale importanza. Medici militari e medici civili del mondo accademico, in particolare, accettarono la sfida.

Così a 70 anni di distanza da quel maggio del 1952 l’A.I.M.A.S. rappresenta ancora la naturale  confluenza del pensiero aeromedico italiano che riconosce le proprie lontane origini nelle prime intuizioni, osservazioni e ricerche di grandi nomi della Fisiologia Italiana degli inizi del secolo scorso. Su questo primo filone universitario si è progressivamente innestato il crescente contributo degli Ufficiali medici del Corpo Sanitario Aeronautico nei Centri Studi e Ricerche, negli Istituti Medici Legali  e nei Reparti di Medicina dell’Aeronautica Militare La duplice radice militare e civile continua ad essere rappresentata nell’Associazione che, pur nei limiti delle sue contenute dimensioni, si sente legittimata a rappresentare degnamente il pensiero aeromedico italiano nel contesto scientifico nazionale e internazionale tra istituzioni similari, quale custode ed erede delle storiche e pionieristiche attività aeromediche in Italia e quale polo di attrazione e punto di riferimento per quanti, sia in ambito militare che civile, coltivano interessi scientifici biomedici e di lavoro in ambito aeronautico e spaziale.

Lomonaco ricevuto da Papa Paolo VI durante il Congresso internazionale di medicina aeronautica e spaziale – Roma 1963

Una storia che cammina di pari passo con i passi compiuti dal mondo aerospaziale  in un periodo in cui sono protagonisti l’evoluzione tecnologica in campo aeronautico e l’innovazione sotto il profilo medico-sanitario.

Sei sessioni di studio, oltre 40 interventi e decine di casi studio che riguarderanno altrettanti aspetti del volo sotto il profilo medico-scientifico. Una tre giorni che dal 5 al 7 ottobre vedrà a Reggio Calabria l’arrivo di professori universitari, ufficiali medici, piloti, esperti e ricercatori da tutta Italia per partecipare al XXXII Convegno Nazionale dell’AIMAS, l’Associazione Italiana di Medicina Aeronautica e Spaziale.

Dopo la prima sessione dedicata alla Medicina Regolamentare il Congresso si aprirà con il saluto delle autorità civili, militari ed ecclesiali e con la consegna del Premio scientifico “I Guidoniani”. Alla Lectio Magistralis incentrata sulla figura di Fulco Ruffo di Calabria, seguirà il Concerto dell’Orchestra del Liceo musicale “Gulli” diretta dal Maestro Cettina Nicolosi. Il 6 ottobre gli oltre 200 partecipanti dedicheranno un momento di ricordo al generale ispettore capo del Corpo Sanitario Aeronautico Manlio Carboni  recentemente scomparso  Poi si entrerà nel vivo dei lavori con le sessioni dedicate alla sicurezza del volo, alla medicina aerospaziale, agli aspetti neurofisiologici e neuropsicologici delle Neuroscienze aerospaziali.

“Questo convegno nazionale di medicina aerospaziale – dichiara il presidente di AIMAS Generale Ispettore Capo (a) Enrico Tomao, Presidente dell’AIMAS –  ha un significato particolare dopo  due anni di assenza , dovuta alla pandemia .Tutte le figure professionali  sanitarie che si occupano di aeronautica e spazio possono finalmente confrontarsi e dibattere dal vivo, di casi clinici specifici, di nuovi regolamenti,di ricadute sul mondo aeronautico delle più recenti scoperte scientifiche. E’un appuntamento fondamentale questo di AIMAS, che oggi festeggia i suoi 70 anni di vita, perché resta unico nel panorama sanitario italiano, così come unica resta la medicina aerospaziale che rappresenta il solo anello di congiunzione tra la medicina tradizionale  con le sue tante discipline ed  il mondo del volo”.

Un momento per riflettere anche sulle recenti ricerche effettuate da una equipe di studiosi  sul fronte dell’orientamento spaziale , così importante per i nostri piloti. Tra le tante relazioni si parlerà dell’orientamento  spaziale e dei suoi estremi  e cioè da un lato di- individui con disorientamento topografico evolutivo (DTE) e dall’altro di piloti militari che con le loro straordinarie abilità visuo-spaziali rappresentano l’estremo opposto nonchè il campione ideale per studiare la navigazione ambientale. Proprio un gruppo di ricercatori italiani, guidati dall’Università di Sapienza ma di cui fanno parte anche specialisti dell’IRCCS San Raffaele di Roma, dell’Università dell’Aquila, del RMAS dell’Aeronautica Militare, dell’IRCCS Fondazione Santa Lucia, dell’Università di Catanzaro e di quella di Bologna, hanno scoperto l’esistenza del DTE. Lo studio è stato condotto su 1.698 persone, di cui 1063 uomini, senza disturbi neurologici, di età compresa tra 18 e 35 anni e con una media di 14,8 anni di istruzione a tempo pieno. “E’ emerso che circa il 3% delle persone è affetto da disorientamento topografico evolutivo – spiega il Tenente Colonnello Medico Paola Verde, Segretario Generale dell’AIMAS -. Nella navigazione sono coinvolti numerosi processi cognitivi come la capacità di spostarsi da un luogo all’altro, seguendo percorsi familiari ed evitando di perdersi in ambienti nuovi e familiari. Si tratta di processi che includono meccanismi come la memoria, le immagini mentali e l’attenzione alle caratteristiche dei luoghi. Una ricerca questa che insieme allo studio delle modalità di orientamento dei piloti militari potrebbe aiutare a comprendere ed a contrastare malattie come l’Alzheimer”.

 

Per saperne di più: 

Vai al sito dell’AIMAS

Lomonaco: un medico siciliano tra gli aviatori

guarda il video su Padre Gemelli, pioniere della Medicina Aeronautica