Mamma Lucia, la “madre dei morti”

Una donna semplice, la madre salernitana dal cuore d’oro conosciuta da tutti come Mamma Lucia. Durante la guerra si è sempre impegnata ad aiutare i malati ed i soldati in ospedale. Dopo il secondo conflitto, spinta dal profondo legame verso il prossimo, si è dedicata a dare una degna sepoltura a circa 800 soldati caduti nel corso della seconda guerra mondiale. Perché, come lei stessa diceva, l’amore non ha confini. Facciamo tutti parte della stessa famiglia.

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Internati militari italiani: una storia dimenticata

Arrivati nei lager, ciò che attendeva gli IMI erano il bagno, la disinfestazione, le vaccinazioni e la schedatura. Veniva quindi assegnato a ciascuno un numero al quale dovevano imparare a rispondere in tedesco negli interminabili appelli quotidiani. La loro dimora, di norma, erano delle baracche in legno e mattoni, costruite dai prigionieri rastrellati in Europa dopo l’invasione della Polonia nel 1939

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La Marina Militare ritrova il relitto dell’incrociatore leggero “Giovanni Delle Bande Nere”. Era affondato nel 1942

La scoperta effettuata dal Cacciamine “Vieste” della Marina Militare grazie alle sofisticate apparecchiature in dotazione. L’unità navale nel 1942 dalla base di Messina era diretta a La Spezia, ma un sommergibile britannico l’affondò

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Grande Guerra 24-25 dicembre 1914: la tregua di Natale

Grande Guerra, nella notte tra il 24 e il 25 dicembre 1914. Un incontro avvenuto nella “terra di nessuno”, uno pezzo di terreno tra le trincee dei rispettivi schieramenti. La tregua non fu frutto di un accordo né tanto meno una prassi concordata. Anzi, dopo “la tregua di Natale” del 1914 altri episodi di “fraternizzazione” con il nemico furono severamente giudicati negativi dagli alti comandi e subito proibiti per il futuro. 

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L’Italia chiamò. La Sicilia e la Grande Guerra

L’isola diede tra i maggiori contributi di uomini, in termini di chiamata alle armi, impiegati per mare, per terra e per cielo sui diversi fronti di guerra, ma anche in difesa delle città. L’intervista allo storico dell’Università di Catania Giancarlo Poidomani per capire alcuni aspetti di questo poco conosciuto capitolo della Grande Guerra

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