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José D’Angelo Gutierrez, il funzionario bancario italo-peruviano con la passione per la fotografia (1873 – 1954)

Ascope è una città nel nord del Perù, capoluogo della provincia di Ascope nella regione La Libertad, una delle tante località del bellissimo Paese Andino ove, agli inizi dei primi anni ’70, ovviamente dell’Ottocento, s’insediò timidamente una “sparuta” Colonia di emigrati italiani, alcuni dei quali provenienti anche dalla lontanissima Sicilia, come nel caso di Francesco di Paola D’Angelo[1], il quale nel 1872 avrebbe aperto in città un negozio di “Articoli diversi”, come lo avrebbe poi classificato una pubblicazione del 1905 dedicata all’Italia in Perù[2]. Da Don Francisco D’Angelo e da sua moglie, la peruviana María Isabel de Gutiérrez sarebbe nato il protagonista di questa biografia, José D’Angelo, venuto al mondo esattamente 150 anni orsono, il quale, oltre ad essere stato un importante Agente del Fisco e, soprattutto, un apprezzato funzionario di Banca e del Ministero del Tesoro della Repubblica Peruviana, fu uno dei più affermati fotografi del Paese, come cercheremo di ricordare attraverso questo modestissimo contributo.

José D’Angelo Gutiérrez, da Agente del Fisco a Funzionario di spicco della Cassa Depositi e Prestiti (1873 – 1954)

Giunto ad Ascope tra il 1870 e il 1871, Francesco D’Angelo, che da quel momento in poi avrebbe aggiunto al cognome paterno anche quello della madre, La Dulcetta, anche lei Palermitana, s’unì in matrimonio con una ragazza del posto, María Isabel Gutiérrez La Torre, molto probabilmente tra il 1871 e il 1872, data, quest’ultima, nel corso della quale il giovanissimo migrante siciliano aprì in città il suo negozio di “Generi diversi” di cui sopra. Aveva, quindi, compiuto appena ventidue anni, Francisco D’Angelo, quando la sua amata María Isabel diede alla luce il primogenito, Giuseppe (José), nato il 3 novembre del 1873. Dopo José, la famiglia D’Angelo avrebbe avuto altri figli, vale a dire Maria Teresa (1876), Carlos Alberto (1879), Juana Maria (1889), Edmundo Lisimaco (1891), Alfredo Ruben (1892) e, infine, Virgilio Ruben (1893). L’attività commerciale esercitata da Don Francisco s’implementò sempre di più, tanto da consentire alla famiglia di vivere in condizione di gran decoro, come emerge dalla bellissima fotografia scattata proprio dal nostro José nel corso degli anni Venti. La medesima attività commerciale verrà poi acquisita da Carlos Alberto, uno dei fratelli di José, tanto da essere citata, già nel 1914, col titolo di “D’Angelo C. & Co.”, esercente il commercio in generale, sempre ad Ascope, città ove, il 29 luglio del 1925, si sarebbe spento il patriarca, Don Francisco[3].

La famiglia di José D’Angelo in una foto realizzata nel 1920 circa (Foto Fam. D’Angelo)

Le ottime finanze paterne avrebbero, quindi, consentito al primogenito – e non solo a lui – di frequentare il celebre “Colegio Nacional San Juan“, fondato nella città di Trujillo nel 1854. Ottenuto il Diploma di studi superiori, il neo Dottore José D’Angelo Gutiérrez fu assunto da una “Compañía Fiscalizada”, l’equivalente di un’italiana “Agenzia di Revisione Contabile”, una vera e propria palestra di vita professionale, che in seguito avrebbe consentito al nostro protagonista di essere assunto presso una Compagnia Nazionale per la Riscossione delle Imposte, destinato come “Vigilante” presso la città di Pisco. In seguito, ne sarebbe diventato persino “Capo Ufficio”. Tempo dopo, José entrò a far parte del Banco del Perù, distaccato per molti anni presso la Filiale di Londra. Attorno al 1943, lo troviamo, infine, funzionario della Cassa dei Depositi e Consegne, poi trasformatasi in “Banco de la Nacion” (l’equivalente della nostrana “Cassa Depositi e Prestiti” del Ministero del Tesoro), incarico che lo avrebbe condotto in varie località del Perù, ove dovevano essere aperte le varie Agenzie, ed ove avrebbe trascinato anche la sua amata famiglia, oltre all’inseparabile macchina fotografica. Don José D’Angelo Gutiérrez si spense a Lima, nella sua casa in Avenida Arequipa, n. 990, l’8 marzo del 1954. Coniugato con Maria Raquel de Gereda (1883 – 1966), Don José era padre di Estela (1902), Francisco José (1904), Maria Raquel Isabel (1911), Blanca Armida (1913) e José Alberto (1915). Della sua progenie merita un particolare ricordo la primogenita, Estela, la quale aveva visto la luce a Chincha. Membra della colta società Peruviana, Estela D’Angelo Gereda fu una persona che si dedicò interamente al sostegno dei senzatetto e del clero in stato di indigenza. Donna di grande spiritualità e discrezione nelle sue opere pie, collaborò per anni con i religiosi della Compagnia di Gesù nella costruzione della Chiesa di Nostra Signora de Fátima, a Miraflores, organizzando raccolte, lotterie e festival. Promosse le vocazioni gesuite e contribuì alla fondazione di “Villa Kostka“, residenza dei novizi ignaziani a Huachipa, che oggi funge da casa per ritiri spirituali. Morì nel 1967 vittima di cancro[4].

Estela D’Angelo in una foto scattata dal padre José

La fotografia secondo José D’Angelo Gutiérrez

Nella primavera del 2015, praticamente ad un secolo dai primi scatti fotografici, presso il Centro Culturale dell’Università Cattolica del Perù, a Lima, fu inaugurata la mostra fotografica dal titolo “Estereografias. El mundo en 3D del senor Jose D’Angelo” (“Stereogrammi: il mondo 3D di Mr. Jose D’Angelo”), curata dal grande storico della fotografia, Jokin Aspuru, al quale si doveva una grandissima scoperta. L’Aspuru, infatti, aveva ritrovato tutto il lavoro del fotografo Italo-Peruviano, José D’Angelo, all’interno di una piccola cassettiera a quattro scomparti. Si trattava di una straordinaria cassaforte ove furono rinvenute più di 300 lastre stereoscopiche, con immagini scattate tra il 1914 e il 1930, ordinatamente classificate con tag (lgs. sequenze) che contrassegnavano le vare sezioni, come: “Famiglia“, “Lima” e “Varie“. A realizzarle era stato proprio lui, Don José D’Angelo Gutiérrez <<…un fotografo dilettante>>, ma che aveva <<…preso molto sul serio la fotografia>>, come ebbe a dichiarare in un’intervista lo stesso Aspuru. La mostra, che ebbe termine il 17 maggio 2015, riscosse un grandissimo successo, esponendo tuttavia solo 20 dei 300 scatti (realizzati tridimensionalmente), praticamente le più belle fotografie impresse dal D’Angelo su vetro, vere e proprie opere d’arte, oggi di proprietà della famiglia, le quali rappresentano uno spaccato di storia del Perù. Ebbene, nei momenti di libertà, Don José aveva realizzato degli straordinari reportage fotografici nei più disparati luoghi che aveva visitato, mettendo così in piedi, di fatto, una vera e propria “Fototeca Nazionale”, ove oggi è possibile ammirare di tutto: dalle usanze familiari e sociali alle bellezze architettoniche e turistiche del Paese, Lima in primo luogo. Per creare immagini 3D, José D’Angelo aveva appreso la tecnica della stereoscopia, la quale, nel frattempo, era diventata <<il primo fenomeno visivo di massa>>, come sottolineò il curatore, consentendo, infatti, alle persone di visualizzare immagini tridimensionali attraverso uno stereoscopio. Per far ciò, il D’Angelo aveva utilizzato una fotocamera binoculare che scattava fotografie simultanee da angolazioni leggermente spostate. Una volta che le immagini venivano posizionate nello stereoscopio, il cervello lavorava per eguagliare la distanza tra di loro, creando così l’illusione delle tre dimensioni. La “Fototeca” realizzata tra il 1914 e il 1930 dal Dottor José D’Angelo Gutiérrez, degno figlio di Italia e Perù, fa quindi parte del patrimonio artistico e culturale del grande Paese Latino-Americano, una Nazione dalla storia millenaria, una storia alla quale crediamo abbia contribuito enormemente anche la stessa Famiglia d’Angelo.

Col. (a) GdF Gerardo Severino
Storico Militare

 

[1] Francesco di Paola D’Angelo nacque a Palermo il 31 luglio del 1851, da Giuseppe e da Maria Amma La Dulcetta.

[2] Cfr. “Ditte Italiane Stabilite”, in <<L’Italia al Perù. Rassegna di vita e dell’opera italiana nel Perù>>, Lima, Litografia e Tipografia Carlo Faberi, 1905, p. 204.

[3] Cfr. Department of Commerce, Trade Directory of South America. For the Promotion of American Export Trade, Washington, Government Printing Office, 1914, p. 346.

[4] Cfr. Capel, S.J., Antonio, Mis hijos por deseo del Señor. Estela D’Angelo de Gereda. Lima, Editorial e Imprenta de Enrique Lulli, 1970, ed ancora, “Hijos de Italia nacidos en el Perú con fama de santidad”, in AA.VV., <<Perù – Italia Más allá Oltre il Bicentenario>>, Roma, Ambasciata del Perù in Italia, 2021, p. 67.