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Congresso AIMAS 2025. La medicina aeronautica e spaziale al servizio dell’uomo e della società

La medicina aerospaziale come strumento per affinare studi e ricerche che possono avere ricadute non solo in campo militare, ma soprattutto per i cittadini e la società. Emerge dal Congresso Internazionale dell’AIMAS di Lecce dove docenti universitari, ufficiali medici, piloti, esperti e ricercatori da tutta Italia e dall’estero hanno affrontato ancora una volta tematiche che l’Associazione Italiana di Medicina Aeronautica e Spaziale da anni approfondisce fornendo un supporto di pensiero e di applicazione a tutta la comunità scientifica.

“La Medicina Aerospaziale ha l’obiettivo di studiare tutti quei fenomeni fisiologici legati al volo; – dichiara il Generale Ispettore Capo Pietro Perelli, Capo del Corpo Sanitario Aeronautico e Presidente AIMAS – tra questi l’ipossia, il disorientamento spaziale, gli effetti usuranti e destabilizzanti delle accelerazioni, ma anche l’obiettivo di comprendere il problema opposto cioè quello dell’assenza di gravità». Si tratta – – continua il Generale – di una scienza completa, mirata alla stabilizzazione della salute dei piloti, degli equipaggi e degli astronauti e al mantenimento di un alto livello di efficienza fisica e mentale durante la missione, ed al ripristino ottimale, per quanto riguarda gli astronauti, delle funzioni psico-fisiologiche al rientro. Queste conoscenze sono in continua evoluzione e devono essere sempre più patrimonio del medico aeronautico e spaziale che nel suo percorso formativo dovrà toccare tutte le linee di studio dalla selezione al mantenimento del profilo di idoneità degli equipaggi, all’addestramento e alla formazione. Anche i Medici dell’Aeronautica Militare collaborano fattivamente alla ricerca scientifica in questo campo, a testimonianza dell’importanza dell’accesso alle risorse aerospaziali per il nostro Paese, e della ricaduta “duale” della sperimentazione sugli aspetti di operatività militare e sulla ricerca scientifica e clinica civile”.

La dimostrazione sono state le sette sessioni di studio, una lectio magistralis e numerosi case report di medicina applicata. Inoltre la consegna dei Premi scientifici “I Guidoniani” sezione volo atmosferico e spaziale e sezione traffico aereo è la dimostrazione ancora una volta che i giovani sono molto attenti a queste tematiche, a partire dai numerosi aspetti della “Microgravità e della Medicina Spaziale” trattati durante la lectio magistralis del Professor David Gradwell del King’s College di Londra su “Aerospace Medicine: caring for astronauts, pilots and half the world”.

Un momento del 35° Congresso AIMAS 2025 di Lecce

«Si pensa ancora allo spazio come al futuro ma invece è il presente, – dice il Colonnello Medico Paola Verde, Segretario Generale dell’AIMAS-. Nei suoi 73 anni di attività l’AIMAS non ha mai smesso di fare ricerca applicata e di condividere con tutta la società scientifica e civile risultati e riflessioni utili all’intera collettività. La medicina aerospaziale, come hanno dimostrato le ricerche sul morbo di Alzheimer, sulle neuroscienze piuttosto che sull’incidenza della cataratta o in generale sulle cardiopatie, può ed è un’occasione per nuove scoperte e conseguenti opportunità di cura per ogni persona. In particolare, quest’anno, si parlerà anche della salute e dei comportamenti dei passeggeri durante il volo, a partire dai fattori psicologici”.

Non a caso durante la seconda sessione di studio, in lingua inglese, sono intervenuti esperti da tutto il mondo aerospaziale internazionale. Un momento dedicato alla “Operational Aviation Medicine” nel quale interverranno i capi reparto dei centri di addestramento in medicina aerospaziale dell’Aeronautica Militare e della Royal Air Force. Tra i temi anche quello della “Medicina del traffico aereo” e, in particolare, i temi della “Gestione del traffico aereo ed applicazioni neuroscientifiche”, così come l’evoluzione biologica della persona con tutte le conseguenze sulle prestazioni e l’impatto operativo nei Controllori del traffico aereo, compresi i nodi problematici come gli effetti dello stress sul metabolismo glicidico e impatto sull’idoneità lavorativa.

“Negli ultimi anni l’evoluzione della tecnologia per il diabete attraverso i microinfusori di insulina integrati a sensori di monitoraggio continuo—CGM—con algoritmi “ibridi” di autoregolazione ha cambiato il quadro clinico e operativo per molti lavoratori in mansioni critiche – spiega il Professor Felice Strollo dell’IRCCS San Raffaele Pisana di Roma -. Due pubblicazioni recenti, una rassegna su Biomedicines e una case series, offrono elementi nuovi e solidi per ripensare criteri e protocolli di idoneità dei CTA, ossia Controllori del Traffico Aereo, con diabete trattato con insulina. Queste tecnologie consentono oggi di mantenere un controllo metabolico in linea con gli standard Time-in-Range (70–180 mg/dL), riducendo drasticamente il rischio di ipo/iper significative in servizio”. Un tema molto importante perché mette in evidenza come la medicina aeronautica contribuisce nello studio e nella ricerca, con ricadute specialmente a livello civile.

Tra gli argomenti del Congresso internazionali anche la “medicina clinica aeronautica” e la “Psicologia aerospaziale legata allo Human Factor”, tra i concetti che più interessano il mondo della sanità civile e militare. Inoltre, il rapporto tra psicologia e aerosoccorso nella gestione della disabilità non motoria, il training di mindfulness attraverso la virtual reality, sperimentato appositamente per la missione Artemis 4554, che ha visto il Corpo Sanitario Aeronautico giungere fin sulla Capanna Margherita, il rifugio più alto d’Europa a 4554 metri, sulle vette del Monte Rosa. Una missione che rientra nell’ambito delle iniziative legate ai cento anni della sanità militare aeronautica, e ha rievocato gli studi di Angelo Mosso, considerato con Agostino Gemelli uno dei padri fondatori della Medicina Aeronautica in Italia, che gettarono le basi per lo sviluppo della “medicina delle altezze”. Ed è nel solco di questa tradizione che sono stati realizzati innovativi esperimenti medico scientifici pensati e condotti con il supporto di numerosi partner del mondo accademico e della ricerca nazionale.

Giulio Marsili