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9 giugno: Totò Giurato, lo scrittore siciliano che amava il Perù

Il 9 giugno del 1903, 120 anni orsono, vedeva la luce nella bellissima Ragusa Ibla, figlio secondogenito di Rocco, gestore di un’avviata “Sala di Toletta”, e di Maria Occhipinti, Salvatore Giurato, passato alla storia col nome di Totò, ma soprattutto – e questo purtroppo è un limite per molti storici poco obiettivi – per essere stato l’iniziatore del movimento fascista nella sua stessa città. Ma Totò Giurato non fu solo questo, essendo stato anche un grande giornalista, pubblicista e scrittore, ma soprattutto un degno rappresentante dell’Italia in Perù, Paese ove scelse di vivere, mettendo su famiglia a Lima e ove si sarebbe poi spento a metà degli anni Settanta. Ancora oggi, Totò Giurato, figura eclettica che caratterizzò non solo la nascita e l’evoluzione del fascismo siciliano, peraltro molto amico dello stesso Mussolini, è un personaggio poco conosciuto nel nostro Paese, nonostante il ruolo che egli ebbe nel diffondere la cultura italiana all’estero. Salvatore fu essenzialmente “uomo d’azione”, e lo fu già a sedici anni, allorquando, nel 1919, peraltro già brillante collaboratore del settimanale politico “Il Tricolore”, scappò di casa per seguire il suo idolo, il poeta-soldato Gabriele D’Annunzio, nella nota impresa Fiumana. Tornato a Ragusa, l’ex Legionario riprese la professione di giornalista, collaborando, a partire dal 1920, con il diffuso giornale Fiumano “Vedetta d’Italia” e con “Legione Fiumana”. Ebbene, <<tornando nella città iblea imbevuto del mito della vittoria mutilata>>, così come sostiene Wikipedia alla voce “Ragusa”, il giovane, in effetti, fu in assoluto il primo organizzatore in loco del Fascio di Combattimento, alla guida del quale sarebbe rimasto sino all’avvento del ricco banchiere Filippo Pennavaria, che prepotentemente gli avrebbe “rubato il mestiere”, prendendo violentemente in mano le redini del Partito, nell’ambito del quale fu anche eletto a più riprese Deputato. Fu a quel punto che il giovane decise di emigrare negli Stati Uniti d’America, dove, nell’ambito della locale Comunità italiana, avrebbe comunque promosso l’ideologia fascista, tra  Boston e New York. In tale direzione fu, in seguito, anche Direttore dell’Ufficio Stampa della “Fascist League of North America”, un’organizzazione italo-americana fondata, tra il 1924 e il 1925 dall’ex-olimpionico di scherma Paolo Thaon di Revel.

Totò Giurato in una foto del 1945

Sempre a New York, Totò avrebbe diretto, a partire dal 1925, il giornale “Grido della Stirpe”. Qualche tempo dopo, il Giurato si trasferì in Sud America, dapprima in Argentina e in seguito in Perù, ove sarebbe rimasto sino all’epilogo dei suoi giorni, essendosi letteralmente innamorato di quella Terra generosa. A Lima, Totò avrebbe avuto incarichi di prestigio, dapprima nell’ambito della Legazione (fu amico personale del Ministro Vittorio Bianchi) e poi Ambasciata d’Italia, facendosi ben presto apprezzare per l’importantissimo ruolo che avrebbe avuto nell’ambito della diffusione della cultura italiana in Perù e viceversa. E fu proprio a Lima che, nell’aprile del 1931, Totò convolò a nozze con la signorina Maria Delia Nicolini, dalla quale avrebbe avuto due figlie, Mariela e Sara Elena, quest’ultima nata il 25 giugno del 1937. Giurato rimase comunque un fautore del fascismo, tanto da fondare anche a Lima un Fascio di Combattimento. Sul fronte professionale, egli fu, invece, Direttore del settimanale “Italia Nuova” (dal 1934 al 1941), così come della rivista mensile “Romana-Gens” (dal 1934 al 1942). Totò Giurato non dimenticò mai la Patria lontana, così come l’amico Mussolini.

Si racconta che durante una vacanza in Italia, prima dello scoppio della guerra, abbia fatto visita al Duce, al quale portò in regalo una raccolta completa del suo mensile, con una copertina d’argento incisa da un artista peruviano con motivi decorativi Incaici. Giurato fu sempre vicino alla Comunità italiana stanziata in Perù, seguendola da vicino in tutte le sue espressioni sociali, compreso lo sport, tanto da assumere la carica di Presidente del Circolo Sportivo Italiano, una polisportiva peraltro ancora attiva attraverso una seguitissima squadra di calcio. Protagonista e membro attivo nella società peruviana, Totò Giurato fu anche un abile scrittore, autore di numerosi saggi e articoli di natura storica, regalandoci peraltro tre volumi di storia peruviana, dal titolo “Perù Millenario”, editi nel 1947. Esponente di spicco della cultura e della politica, sia nel Paese andino, che in Brasile, ove viaggiò nei primi anni Cinquanta, fu dal Perù ricompensato con il conferimento della prestigiosissima onorificenza di Commendatore dell’Orden del Sol del Perù, lo stesso grado che gli era stato concesso, nel 1939, nell’ambito dell’Ordine della Corona d’Italia. Totò Giurato si spense a Lima, nella sua casa di Via Manca, 682, nel centralissimo quartiere di Jesus Maria, il 26 agosto 1975, pianto dall’adorata moglie, dalle figlie, dai suoi nipoti, ma soprattutto dai tanti amici peruviani e italiani che avevano sin lì goduto della sua grande generosità. Per ulteriori approfondimenti riguardo alla sua vita in Perù si consiglia l’ottimo testo di Lelio Pacciardi, dal titolo “Impronte Italiche nel Perù. Quattro secoli e mezzo di vita”, edito a Lima nel 1960, quando il pubblicista Totò Giurato era ancora all’apice della sua notorietà…almeno in Perù!

Col. (a) GdF Gerardo Severino
Storico militare