Giuseppe Balduino. Il console equadoregno con la passione per la storia
Il 13 dicembre del 1885, a seguito della morte del fratello Domenico (Gibilterra, 15 marzo 1824 – Roncegno – Trento, 22 luglio 1885), Giuseppe Balduino, che per anni aveva ricoperto la carica di Vice Console, ottenne il Sovrano Exequatur (1) in virtù del quale avrebbe esercitato la carica di Console Generale della Repubblica dell’Equador (in Italia veniva definito “Equatore”) in quel di Genova, con uffici in Salita San Matteo, n. 20. Il Console Balduino, membro della stessa famiglia che aveva dato inizio ai primi rapporti diplomatici Ecuador-Regno di Sardegna (2), dimostrerà un grande affetto per il Paese del Centro America, per il quale si prodigherà, durante il suo lunghissimo mandato, favorendone non solo i rapporti commerciali, ma anche la conoscenza, attraverso articoli, saggi e libri, come approfondiremo meglio in avanti.
La famiglia Balduino e l’Ecuador
Nel fatidico 1860, quando la Penisola italiana si accingeva a raggiungere la sua agognata unificazione, la Repubblica dell’Ecuador era rappresentata nel Regno di Sardegna attraverso il Consolato Generale di Genova, affidato al Console Domenico Balduino; quello di Nizza al Vice Console Giovan Battista Barda; di San Remo, al Vice Console Giuseppe Margotti e di Cagliari, al Console Giuseppe Valle[1]. Capostipite dei Consoli ecuadoregni nel Regno e, quindi, nella stessa Genova era stato il padre, Carlo Filippo Balduino, meglio noto col nome di Sebastiano, nato a Genova il 25 dicembre del 1797, Capitano di lungo corso, navigatore delle rotte oceaniche, ma soprattutto fondatore della celebre “Casa Balduino“, specializzata in armamento navale, così come in import ed export. Nominato, nel 1843, membro della Camera di Commercio e Giudice del Tribunale di Commercio di Genova, il Balduino fu Console dell’Ecuador sin dal 1844, nonché Consigliere dell’Ammiragliato Mercantile e del Magistrato di Sanità di Genova, quindi Senatore del Regno. Ricordano i suoi biografi che, all’alba del 12 gennaio del 1853, spossato dall’intenso lavoro, Sebastiano Baudino si tolse la vita, lanciandosi dalla finestra della sua abitazione, sita nel centro storico di Genova. Al suo posto, negli affari e alla guida del Consolato rimase il figlio maggiore, Domenico, il quale, come abbiamo già ricordato, avrebbe rappresentato l’Ecuador sino all’ultimo istante della sua vita, cedendo, quindi, il posto al nostro protagonista, Giuseppe.
Giuseppe Balduino, il Console scrittore (1840 – 1913)
Giuseppe Balduino nacque a Genova il 25 agosto del 1840, ennesimo figlio del ricco mercante Carlo Filippo Balduino, “Sebastiano” e di Giovanna Galleano. Abile banchiere privato, fu per molti anni titolare, assieme al fratello Domenico, della Ditta “D. e G. Balduino fu Sebastiano”, società così ribattezzata nel 1862, la quale, nel frattempo, aveva spaziato anche in altri settori, fra i quali quello creditizio e finanziario. All’indomani dell’unificazione italiana del 1861, allorquando il fratello Domenico mantenne la gestione del Consolato ecuadoregno in Genova, Giuseppe maturò nella gestione degli affari di famiglia, per poi divenire, nel 1865, Vice Console della stessa Repubblica dell’Ecuador. Da quel momento in poi e per esatti vent’anni, l’uomo avrebbe mandando praticamente avanti la rappresentanza diplomatica del Paese latino-americano. Domenico, infatti, aveva preferito dedicarsi quasi completamente all’attività finanziaria, legando il suo nome a quello del “Credito Mobiliare Italiano”, così come a tutta una serie di altre attività finanziarie (3). Dopo ben vent’anni di esercizio della carica di Vice Console, dal dicembre 1885, Giuseppe Balduino divenne Console titolare, carica che avrebbe esercitato sino al dicembre del 1907, allorquando passò il testimone al nuovo Console, il celebre Leonidas Pallares Arteta (4). A partire dal gennaio del 1886, il Diplomatico genovese si buttò, quindi, a capo fitto nella faticosa attività di rappresentante del ricco Paese del Centro-America, verso il quale si stavano dirigendo, fra l’altro partendo proprio dal porto di Genova, non pochi emigranti italiani. L’uomo, abile penna, avrebbe pubblicizzato l’Ecuador anche attraverso saggi e articoli, pubblicati dai principali quotidiani dell’epoca. Non solo, ma sette anni dopo la nomina a Console, quindi nel corso del 1892, il Commendator Balduino fu parte attiva nell’ambito delle celebrazioni per i 400 anni della scoperta dell’America, il cui centro nevralgico fu ovviamente la città di Genova, la stessa ove era nato Cristoforo Colombo. Ebbene, fu proprio in quella circostanza che il Console diede alle stampe uno straordinario volume dal titolo “La Repubblica dell’Equatore”, una ricca monografia politico statistico ed economica da lui realizzata, in collaborazione con il suo Cancelliere, Natale Gaggero, edita per conto dello stesso Consolato (4). Corredato con una pianta topografica appositamente disegnata dall’Istituto Cartografico Italiano, il testo si componeva di un centinaio di pagine, con le quali fu raccontava la storia di una delle più importanti Repubbliche Americane, spaziando sapientemente dalla storia agli aspetti legati alla Costituzione e al Governo del Paese, dall’analisi della parte finanziaria alle ricchezze vegetali e minerali della Nazione, con cenni alle vie di comunicazioni, alle Missioni religiose e, naturalmente, alle relazioni Ecuador – Italia. Nonostante le fatiche diplomatiche, Giuseppe Balduino rimase comunque legato alle attività di famiglia, che avrebbe curato a lungo, abbracciando cariche e interessi, oltre che nel mondo finanziario propriamente detto, anche nell’ambito della gestione di acquedotti, ferrovie, filande, assicurazioni, ecc.
Molto solidi sarebbero stati, poi, i suoi rapporti con uomini importanti della politica e dall’imprenditoria, volendo ricordare il Duca di Galliera, Raffaele Rubattino, Vincenzo Florio ed altri rinomati uomini d’affari. Figura emblematica del capitalismo genovese, il Commendator Giuseppe Balduino fu, quindi, Vice Presidente della “Società Italiana per le Strade Ferrate Meridionali” e consigliere nella società “La Fondiaria”, mentre, alla morte del fratello Domenico (1885), avrebbe ricoperto un ruolo importante anche nell’ambito del citato “Credito Mobiliare”, il cui clamoroso fallimento, nel 1893, fu per lui un grave colpo economico, come per molti altri banchieri privati genovesi. Nel decennio a cavallo del 1900, Giuseppe Balduino rimase, tuttavia, tra i più autorevoli e ascoltati rappresentanti dell’azionariato della “Banca Centrale”, essendo parte primaria del Consiglio Superiore della “Banca Nazionale” e poi in quello della “Banca d’Italia”. Giuseppe Balduino si spense a Genova il 19 febbraio del 1913, pianto dalla moglie, Emilia Sechino, che aveva sposato l’8 gennaio del 1870, e dai suoi adorati figli, Sebastiano, Cesare, Anna, Domenico, Maria e Teresa. Assieme a lui si spegneva, purtroppo, anche un affermato uomo di cultura, ma soprattutto un sincero amico del popolo ecuadoregno, il quale, a migliaia di chilometri di distanza, nella bellissima Quito gli avrebbe reso merito e gloria, anche grazie alla stampa locale.
Col. (a) GdF Gerardo Severino
Storico Militare
NOTE
- <<Gazzetta Ufficiale del Regno d’Italia>>n. 18, 23 gennaio 1886.
- Gerardo Severino, I rapporti diplomatici fra Italia ed Ecuador. Una storia iniziata nel 1850”, speciale n. 57 di www.reportdifesa.it, 30 agosto 2025;
- Già nel 1860, Domenico Balduino ricopriva il ruolo di Direttore della Cassa del Commercio e dell’Industria di Torino, sorta proprio quell’anno sotto il patrocinio del Conte di Cavour, caro amico del padre Sebastiano, poi divenuta “Società Generale di Credito Mobiliare” (1863), società di cui rivestì il ruolo di Direttore fino alla morte. Inoltre, egli sarebbe stato anche amministratore della Banca di Credito Italiano a Milano e della Banca Toscana di Credito a Firenze, nonché sindaco della Banca Nazionale.
- <<Bollettino del Ministero degli Affari Esteri>>, febbraio 1908, p. 7. Scrittore, giornalista e poeta ecuadoriano, Leonidas Pallares Arteta nacque a Quito il 14 settembre 1859. Abile giornalista, si oppose strenuamente al governo di Veintemilla attraverso le pagine del quotidiano El Gladiador. In seguito, collaborò come redattore per El Comercio e la Revista Ecuatoriana. Poeta romantico e abilissimo scrittore si spense a Parigi il 16 dicembre 1931.
- Giuseppe Balduino (a cura di), La Repubblica dell’Equatore, Firenze, Stabilimento Giuseppe Pellas, 1892.
[1] Cfr. Ministero dell’Interno, <<Calendario Generale del Regno pel 1860>>, Torino, Stamperia dell’Unione Tipografico Editrice, 1860, pag. 35 e ss.