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Adrien Quesney, il soldato francese che riposa a Castellabate

Uno degli aspetti più drammatici che avrebbero caratterizzato i cinque lunghi anni della “Grande Guerra” fu certamente quello delle innumerevoli tragedie causate dalla “guerra marittima”, in virtù della quale non poche navi, sia passeggeri che mercantili, avrebbero avuto la peggio, sia nelle acque degli Oceani che nel nostro Mar Mediterraneo, affondate quasi sempre dai temili sottomarini austro-ungarici e tedeschi. Gran parte delle vittime, fossero esse civili o militari, perirono miseramente, spesso tra le lamiere contorte delle proprie navi, ovvero trascinate a fondo, negli abissi più impervi, per non essere più ritrovate, mentre altre – le più fortunate, se così si può dire – furono trascinate dalle correnti, spinte spesso a migliaia e migliaia di chilometri di distanza, per poi essere generosamente recuperate da pescatori o brava gente del posto. Ed è quanto accadde a Santa Maria di Castellabate, in provincia di Salerno, nel tratto di mare compreso da Punta Campanella a Punta Licosa, in un freddo gennaio del 1917.

Un cadavere in riva al mare

Fu una fredda mattina del 20 gennaio 1917, mentre i pochi pescatori che avevano sfidato i divieti imposti dalle Autorità Militari stavano rientrando con i propri gozzi e, soprattutto, col pescato che gli avrebbe consentito di sfamare le proprie famiglie, che sulla spiaggia di Santa Maria di Castellabate, in contrada “Le Longhe” fu rinvenuto, molto probabilmente da abitanti del posto, il cadavere di un uomo in avanzato stato di decomposizione. Dai primi accertamenti condotti dai Carabinieri Reali era emerso che si trattava di un militare straniero. Dalla targhetta metallica citata nel verbale (lgs. “Piastrino di riconoscimento”), peraltro anch’essa corrosa dal mare, se ne leggeva a mala pena il nome, vale a dire quello del soldato di 1^ classe francese Adrien Quesney, il quale, evidentemente, era morto per annegamento da qualche parte del Mediterraneo, per poi essere spinto dalle correnti proprio nel Golfo di Salerno. A questo punto abbiamo pensato di approfondire le ricerche, sia al fine di poter offrire un ulteriore contributo di conoscenza riguardo all’opera nefanda dei sommergibilisti nemici, sia per ridare dignità ad un soldato francese del quale se ne sapeva poco, anche nella sua stessa Patria d’origine. Ebbene, sulla base di quanto aveva comunicato all’Ufficio di Stato Civile del Comune di Castellabate, il Comandante della Stazione dei Carabinieri Reali di Santa Maria aveva evidenziato che sul citato “Piastrino” vi erano indicati i seguenti dati: “Quesney Adrien, 1893 – Bernay 754”, che obiettivamente, da soli, non ci sono sembrati utili per l’avvio della ricerca, pur evidenziando che Bernay era la sede della Circoscrizione dalla quale dipendeva il paese d’origine della vittima, al quale, peraltro, dopo l’autopsia era stata data una data presunta di nascita, essendo stato ritenuto un “ventiquattrenne”[1].

Santa Maria di Castellabate ove fu rtitovato il soldato Quesney

Dalle ricerche compiute è emerso che, in effetti, la salma apparteneva sì al soldato Adrien Albert Quesney, il quale, però, non era nato affatto nel 1893. Il povero Quesney era nato, infatti, il 31 ottobre del 1873, quindi ben vent’anni prima, a Saint-Sylvestre-de-Cormeilles (Normandia), ed era morto alcuni mesi prima del ritrovamento. Egli, appartenente  al 55° Reggimento di Fanteria Territoriale, era stato una delle 1.740 vittime (217 delle quali vestivano l’uniforme del glorioso Reggimento francese) dell’affondamento della nave francese “Gallia”, un tempo rinomato transatlantico, riconvertito in un “incrociatore ausiliario”, per poi essere adibito al trasporto truppe, durante la Prima guerra mondiale.

Il sommergibile tedesco U-35 in navigazione nel Mar Mediterraneo

Il “SS Gallia” era un transatlantico francese da 14.996 tonnellate, facente parte della famosa flotta della “Compagnie de Navigation Sud-Atlantique”, costruito dai cantieri Forges & Chantiers de la Méditerranée, La Seyne-sur-Mer. Il 4 ottobre 1916, praticamente ben tre mesi prima dello “spiaggiamento” del cadavere del Quesney in quel di Santa Maria di Castellabate, il “Gallia”, partito da Tolone alla volta di Salonicco, era stato silurato e affondato nel Mediterraneo, al largo dell’isola di San Pietro (Sardegna), dal sottomarino tedesco U-35, comandato dal kapitänleutnant Lothar von Arnauld de la Perière. Il siluro tedesco colpì la nave al traverso della stiva di prua, carica di munizioni destinate all’armamento di bordo.

 

Il transatlantico Gallia nel 1913

L’esplosione distrusse la stazione radiotelegrafica di bordo, ragion per cui non fu possibile lanciare alcuna richiesta di soccorso, tanto che la nave affondò in meno di quindici minuti, portando con sé gran parte degli imbarcati. Dopo il ritrovamento e l’identificazione della salma, il soldato francese fu tumulato presso il Cimitero di Castellabate, a spese del Comune, rimanendo così nel Cilento per moltissimi anni.  Nel 1932, infatti, lo stesso Comune confermò il dato della sepoltura, dandone comunicazione al Commissariato per le Onoranze dei Caduti in Guerra, nell’ambito di un censimento nazionale[2]. Di tale militare sappiamo solo che, dopo la fine della guerra, gli verrà concessa dalla Repubblica Francese una Croce al Merito[3], mentre è probabile che i suoi resti furono traslati nell’Ossario Comunale, di lì a qualche anno dal richiamato censimento. Al di là di tale aspetto è importante conoscere quanto accadde a Castellabate oltre un secolo fa, in un’epoca nella quale, seppure caratterizzata da tragedie e lutti d’ogni genere, da povertà diffusa e dallo spopolamento maschile, l’Amministrazione Comunale di un piccolo villaggio di pescatori onorò come poté la salma di un soldato straniero, consentendo così alla famiglia lontana di poter conoscere il luogo ove piangere una delle tantissime vittime della malvagità teutonica.

Col. Aus. GdiF Gerardo Severino
Storico Militare

[1] Cfr. Annotazione n. 1,”Quesney Adrien”, in data 20 gennaio 1917, in <<Archivio Storico del Comune di Castellabate>>, “Registro degli Atti di Morte del Comune di Castellabate”, anno 1917.

[2] Il Commissariato di Governo per le Onoranze dei Caduti in Guerra aveva indirizzato ai vari Comuni d’Italia la circolare n. 7996 in data 12 aprile 1932, avente per oggetto: “Salme militari francesi”, realizzata sulla base di un’apposita richiesta formulata dallo stesso Governo francese.

[3] Vgs. Ministére de la Guerre, Décoration a titre posthume, Parigi, 1922, p. 2910.