Giorni di Storia

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A rinnovar le gesta: una serata di memoria e di appartenenza al 31° Stormo

Si è celebrata anzitutto la costituzione dello Stormo, avvenuta il 1° ottobre 1933 all’idroscalo di Orbetello con gli stessi velivoli protagonisti della Seconda Crociera Atlantica. Quest’anno la ricorrenza non è caduta nel giorno esatto, per lasciare spazio al doveroso saluto a figure che hanno dato lustro alla Forza Armata. A questo si è aggiunta la fusione storica tra l’Associazione Trasvolatori Atlantici e lo Stormo, un legame le cui radici affondano nel 93° Gruppo, costituito nel 1930 come scuola di volo per gli uomini di Italo Balbo. Furono loro, tra il 1930 e il 1931, a compiere la prima storica trasvolata atlantica, effettuata con 14 velivoli tra cui 2 di riserva. Quel Gruppo entrò a far parte del 31° Stormo fin dalla sua costituzione, rappresentando da allora il filo rosso che unisce la Regia Aeronautica, la figura di Balbo e alcuni dei momenti più alti della storia aeronautica italiana. La serata ha riservato spazio anche a un omaggio a Gabriele d’Annunzio, poeta, soldato e scrittore, che con il suo ardimento contribuì a orientare l’aviazione verso la sua missione.

La Presidente ATA Paola Balbo e il Generale Luigi Ambrosino

Il suo segno è ancora visibile nello stemma e nel motto dello Stormo: l’aquila simbolo dell’aviazione, integrata nella prua di un’imbarcazione, quella degli Argonauti, illuminata dalle sette stelle delle Pleiadi. Un’immagine che proviene dal distintivo della 1ª Squadriglia navale S.A., formata nel 1918 a Venezia-San Nicolò e comandata dallo stesso “Vate”. Infine, il conferimento dell’Aquila Atlantica al Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica Militare, Gen. Antonio Conserva, la cui consegna era prevista lo scorso giugno a Orbetello ma era stata rinviata per improvvisi impegni istituzionali. All’evento hanno preso parte le massime autorità militari e civili, tra cui il sindaco di Ciampino, comune che ospita lo Stormo. Ospite d’onore l’Associazione Trasvolatori Atlantici, guidata dalla Presidente dott.ssa Paola Balbo Bellini, con una nutrita rappresentanza di consiglieri e associati. L’Hangar dello Stormo è stato allestito con cura: a fare da cornice, quasi come custodi silenziosi, i mezzi più rappresentativi dell’unità, il Gulfstream ultimo arrivato, il Falcon, l’Airbus e l’elicottero Augusta. Lungo il percorso, stand dedicati a tutte le specialità dello Stormo, dagli apparati sanitari che grazie ai velivoli portano soccorso in tutto il mondo ai sistemi di difesa, fino alla visione dell’archivio fotografico degli eventi passati e presenti, illustrato da personale preparato e disponibile, il tutto sotto la cornice degli sponsor che hanno assistito gratuitamente il pubblico presente.

Il cuore della serata ha pulsato con il concerto diretto dal maestro Paolo Totti, che ha ripercorso il tema aeronautico nella storia attraverso brani spaziando dal Nabucco fino a Ennio Morricone, con alcune pagine dedicate a Gabriele d’Annunzio. Al momento del bis, come omaggio alla storia dello Stormo e al suo maggiore fondatore Italo Balbo, è stato eseguito l’inno degli Atlantici, tratto da uno spartito dell’epoca. E poi è arrivato il momento che tutti attendevano, quello che ha trasformato la celebrazione in un istante destinato a restare nella memoria. Le luci si sono concentrate sul palco, pronte a illuminare il culmine della serata. Con passo sicuro sono saliti il Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica Militare, Gen. Antonio Conserva, e la Presidente dell’Associazione Trasvolatori Atlantici, Donna Paola Bellini Balbo.

La Presidente, con un portamento che univa eleganza e profonda emozione, ha preso la parola e ha saputo parlare al cuore di tutti i presenti, rievocando il valore di un riconoscimento che affonda le sue radici nella storia e che oggi trovava il suo compimento. Con evidente orgoglio e una commozione appena velata, ha consegnato al generale l’ambito diploma e l’Aquila di Trasvolatore. Le sue parole, pronunciate con la forza di chi porta su di sé il peso e l’onore di una tradizione, hanno reso quel gesto molto più di una semplice formalità: è stato un passaggio ideale di consegne, un ponte tra chi ha scritto quelle pagine e chi oggi ne è custode. La sala ha risposto con un applauso lungo e sentito, che ha avvolto il palco e i due protagonisti in un abbraccio collettivo. Il Capo di Stato Maggiore, visibilmente toccato, ha ricambiato con un intervento brillante e all’altezza del suo incarico, ringraziando per un riconoscimento che lo ha reso orgoglioso e accompagnando le sue parole con sentimenti autentici di entusiasmo e gratitudine. In quel momento, la commozione della Presidente e l’orgoglio del generale si sono fusi in un’unica immagine, quella di una comunità che riconosce e onora i propri legami più profondi.

Trarre una sintesi di questa serata è, per chi l’ha vissuta, un esercizio che tocca la sfera dei sentimenti. Da molti anni, mai come in questo giorno, il motto dello Stormo “A rinnovar le gesta” è apparso così attuale. L’orgoglio di amor di Patria, l’amore per la propria missione, il rispetto e la fusione con la storia e le tradizioni, l’operato degli uomini e dei mezzi del 31° Stormo hanno creato un clima coinvolgente. È evidente che gli uomini dello Stormo traggono orgoglio dalla propria missione e la difendono prima con il cuore, poi con le azioni. La serata è stata perfetta sotto ogni aspetto, dal Comandante del 31° Stormo, il Colonnello Matteo Zuliani, l’ufficiale organizzatore, il T.Col. Vecciarelli Claudio e al Capo Calotta, al Capitano Luigi Della Gatta, fino all’aviere appena giunto al Reparto: tutti sono stati attraversati da questo vento di entusiasmo, esploso nel brindisi finale con il grido “Ghereghereghez”. Per chi scrive, la sensazione è quella di appartenere a una famiglia, come aeronautico e come Atlantico, con la speranza di poter vivere ancora, nel futuro, attimi come questo.

 

La storia del 31° Stormo nell’araldica

Nel 1938, quando ormai da un biennio il primo Stormo Sperimentale BM aveva assunto la denominazione di 31° Stormo, il colonnello Giuseppe Teucci, comandante del reparto, ritenne necessario dotare l’unità di un nuovo emblema. Dopo aver vagliato diverse alternative, la scelta cadde sul motivo proposto dal tenente pilota Luciano Nimis: la figura alata che un tempo ornava la prua delle antiche navi, già assunta da Gabriele d’Annunzio come insegna della 1a Squadriglia Siluranti Aeree nel corso della Grande Guerra. Si trattava, in sostanza, della scultura lignea raffigurante una testa d’aquila che, secondo la leggenda, Giasone, figlio del re di Iolco, aveva collocato a prora della nave Argo, così denominata dal suo costruttore, con la quale si era avventurato in mari sconosciuti alla ricerca della misteriosa Colchide, terra custode del vello d’oro. Pare che d’Annunzio avesse tratto lo spunto da antiche monete romane, a simboleggiare il dominio sul mare, mentre il disegno fu opera di Adolfo De Carolis, artista poliedrico assai attivo tra la fine dell’Ottocento e i primi decenni del Novecento, che aveva già illustrato alcune opere del “vate”. Nell’emblema non compare alcuna costellazione, la nave non poggia sulla superficie marina e l’insegna è completata dal motto “Sufficit animus” (basta il coraggio), coniato dallo stesso d’Annunzio e collocato nel colmo dello scudo. Nella seconda metà degli anni Venti l’emblema fu adottato, apparentemente privo del motto originario, dalla 21^ Squadriglia del 13° Stormo, per poi perdersene ben presto le tracce. Nella versione scelta dal 31° Stormo, dietro la prua della nave viene inserita la superficie del mare, probabilmente sia perché una nave galleggia sull’acqua, sia per sottolineare che il reparto operava con idrovolanti. Sullo sfondo compare la costellazione dell’Orsa Minore, raffigurata nella forma visibile in estate alle latitudini italiane, che, quale sicuro riferimento per i naviganti, rievoca le missioni a lungo raggio compiute dall’unità. Anche in questo caso, nel colmo dello scudo è posto il motto “A rinnovar le gesta”, ideato dal tenente Invernizzi, con il quale si intende sottolineare che il personale dell’unità aspira a essere il degno erede degli equipaggi che avevano compiuto le prime trasvolate oceaniche di massa.

Marco Di Cocco
Storico Aeronautico – Associazione Trasvolatori Atlantici