La storia giorno per giorno: aprile

1° aprile 1934. Pio XI proclama santo Giovanni Bosco

Una vita dedicata al recupero dei bambini e degli adolescenti per toglierli dalla strada e insegnare loro a leggere, scrivere e un mestiere sulla scia dell’orizzonte di quel “sistema preventivo” che porterà don Bosco a raccogliere attorno a sé i primi ragazzi organizzando un oratorio festivo, prima itinerante e poi stabile a Valdocco. Do Bosco accoglie bambini e ragazzi insegnando loro un lavoro e il Vangelo. Ai suoi collaboratori dice:“State con i ragazzi, prevenite il peccato con ragione, religione e amorevolezza. E poi li esorta a diventare santi, educatori di santi.

Giovanni Bosco nasce a Castelnuovo d’Asti il 16 agosto 1815 da una famiglia di contadini. Il padre, Francesco Bosco, lo lascia orfano a soli due anni, e Margherita Occhiena si trova da sola ad allevare Antonio, Giuseppe e Giovannino. Nel giugno del 1841 venne ordinato sacerdote. Il suo direttore spirituale, don Cafasso, gli consiglia di perfezionare gli studi nel convitto ecclesiastico. Con l’aiuto di santa Maria Domenica Mazzarello fondò l’Istituto delle Figlie di Maria Ausiliatrice. Insieme ai suoi benefattori e ai laici impegnati diede vita ai Cooperatori Salesiani. Don Bosco morì a 72 anni, il 31 Gennaio 1888. Pio XI lo beatificò nel 1929 e lo canonizzò il giorno di Pasqua: il 1° aprile 1934

2 aprile 1912: il viaggio inaugurale del Titanic

Dopo la sua ultimazione, il 31 marzo 1912, il Titanic partì da Belfast il 2 aprile per giungere a Southampton due giorni dopo. La nave partì per il suo primo e unico viaggio il 10 aprile 1912 da Southampton (Regno Unito) alle 12:00 verso New York, comandata dal capitano Edward John Smith. Una nave destinata a rimanere nella storia. La storia del transatlantico attraverso alcune immagini dell’epoca. La nave passeggeri fu l’orgoglio del Comandante Edward John Smith e della Marina mercantile britannica sarà destinato a rimanere nella storia, non solo perché è la più grande nave passeggeri del mondo, considerata erroneamente inaffondabile. Varata il 31 maggio 1911 la nave passeggeri partì ai primi di aprile dell’anno successivo per il suo primo viaggio inaugurale da Southampton a New York. Nella notte tra il 14 e il 15 aprile 1912 entrò in collisione con un iceberg alle 23:40 (ora della nave). L’impatto provocò l’apertura di alcune falle lungo la fiancata destra del transatlantico, che affondò 2 ore e 40 minuti più tardi alle 2:20 del 15 aprile spezzandosi in due tronconi. Nel naufragio persero la vita 1.513 dei 2.223 passeggeri imbarcati compresi i 900 uomini dell’equipaggio. Quella notte il comandante Smith affondò con la sua nave. Solo 705 persone riuscirono a salvarsi, alcuni dei quali morirono subito dopo essere portati a bordo del Carpathia. La tragedia suscitò un’enorme impressione sull’opinione pubblica e portò alla convocazione della prima conferenza sulla sicurezza della vita umana in mare.

3 aprile 1948: Il Presidente USA Truman firma il Piano Marshall

Nell’immediato dopoguerra inizia a definirsi la geopolitica mondiale con l’inizio della “guerra fredda”. Da una parte i Paesi alleati agli USA, dall’altra le nazioni che gravitano attorno all’URSS. Nel 1946-47 l’Italia si era già orientata a scegliere l’Occidente, mentre gli Alleati occidentali avevano bisogno dell’Italia per accedere al Mediterraneo Orientale, nonché per disporre di una “via di fuga” per i loro contingenti in Austria e Germania, in caso di attacco sovietico. Il Piano Marshall, consentendo la ripresa dell’economia e la costruzione di un consenso popolare, grazie all’incremento dell’occupazione, consolidò questo orientamento. La nostra politica estera ne venne quindi legittimata e rafforzata. Sul piano della difesa, la cessione di armamenti americani e britannici consentì un rapido riarmo dell’Italia, massimizzandone però le componenti aera e terrestre (vds. J.F. KENNEDY “Strategia di Pace” pag. 23). La definizione di Piano Marshall deriva dal discorso con cui l’allora segretario di Stato statunitense George Marshall fece il 5 giugno 1947 all’Università di Harvard. In quel contesto annunciò la decisione degli USA di attivare un piano di aiuti economico-finanziari per l’Europa.

4 aprile 1949: nasce la Nato

Il Trattato del Nord Atlantico venne firmato a Washington D.C. e costituisce la base dell’Organizzazione del Trattato del Nord Atlantico – o della NATO. Era il 4 aprile 1949 da 12 membri fondatori. Il trattato trae la sua autorità dall’articolo 51 della Carta delle Nazioni Unite, che riafferma il diritto intrinseco degli stati indipendenti alla difesa individuale o collettiva. La difesa collettiva è al centro del Trattato ed è sancita dall’articolo 5. Impegna i membri a proteggersi a vicenda e crea uno spirito di solidarietà all’interno dell’Alleanza. Il trattato è breve – contiene solo 14 articoli – e prevede una flessibilità integrata su tutti i fronti. Nonostante il mutevole contesto di sicurezza, il Trattato originale non ha mai dovuto essere modificato e ogni alleato ha la possibilità di implementare il testo in base alle sue capacità e circostanze.

7 aprile 1916: Francesco Baracca segna la prima vittoria

Nei cieli di quella “inutile strage” che fu la Grande Guerra Francesco Baracca fu tra i protagonisti dell’aria del primo conflitto mondiale ai comandi di un monoposto Nieuport ottenne la vittoria ai danni di un Hansa-Brandeburg.  A questa se ne aggiunsero altre 33, le ultime due ottenute il 15 giugno del 1918, solo quattro giorni prima di cadere in combattimento sul Montello.

L’asso degli assi dell’aviazione italiana venne decorato di una medaglia d’oro al valor militare, due d’argento e una di bronzo. Lo stemma del cavallino rampante sulla carlinga degli aerei su cui volava Baracca. Mutuato dal reggimento, il Piemonte Reale, è  quello che Enzo Ferrari scelse come simbolo, nello scudo a sfondo giallo, delle auto da corsa della casa di Maranello.

15 aprile 1909: i fratelli Wright a Centocelle

Nel 1909 i fratelli Wright giungono in Italia per incontrare il loro amico Mario Calderara, un giovane ufficiale della Regia Marina che con Wilbur e Orville Wright, da anni, intrattiene una fitta corrispondenza. Calderara impara a volare proprio con Wilbur Wright nell’aeroporto romano di Centocelle nell’aprile del 1909. Dopo soli cinque mesi di pratica Mario Calderara partecipa al circuito aereo internazionale di Brescia dove ottiene per acclamazione il brevetto N. 1 del primo pilota italiano. Grazie alle immagini fornite dall’Aeronautica Militare è possibile, 110 anni dopo, ricostruire i momenti in cui si scrissero pagine storiche per l’aviazione italiana.

L’aviatore Wilbur Wright giunge a Roma il 1° aprile 1909. Al suo arrivo, è ricevuto dal maggiore Moris, comandante della Brigata Specialisti e membro fondatore del Circolo degli Aviatori, mentre il suo apparecchio Wright, con al seguito tre fidati meccanici, giunge a Roma il giorno prima.  Il 9 aprile Wilbur Wright è ricevuto in udienza particolare dal Re, interessato alle nuove idee del volo. Poi alle 18:00 del giorno 15 aprile 1909, si apre l’aviorimessa, l’aeroplano esce e, fatto avanzare su due ruote staccate, traversa il prato per venire poi piazzato sulla rotaia. Wilbur Wright è pronto: «…L’ordine vien dato, un rombo e le eliche sono in moto. L’aeroplano scivola sulla rotaia, si lancia in avanti, s’innalza. S’innalza sempre più, proseguendo in un volo sicuro, meraviglioso, verso la campagna romana. È già lontano, gira, si avvicina, passa sulle teste a venti metri, maestoso, un urlo unanime palesa tutta la commozione e l’ammirazione della folla. Wright continua a volare, si alza ancora e fila verso la torre di Centocelle, passandovi sopra. Un altro giro ancora, e calando lievemente ripassa accanto alla folla e si dirige con volo sem­pre più basso verso l’aviorimessa, dove prende terra leggermente. Un autentico trionfo. Il volo era durato dieci minuti, a un’altezza massima di trenta metri».

Il giorno dopo, 16 aprile, Wright effettua quattro voli: il primo della durata di 10 minuti con il suo primo allievo tenente di vascello Calderara, il secondo di 8 minuti con il tenente Savoia, il terzo, di 6 minuti, col capitano Castagneris, segretario del “Club Aviatori”, e il quarto, di 8 minuti, con l’on. Sonnino, ex presidente del Consiglio. I voli continuano fino al 26 aprile e nell’ultimo, con a bordo il ten. vasc. Calderara, tenta, per la prima volta, l’esperimento di partire senza servirsi della rotaia. Dopo aver slittato con i pattini dell’apparecchio sull’erba del prato per un tratto di 150 metri, l’aeroplano si innalza, compiendo una lunga evoluzione. Wilbur Wright in 11 giorni, ha ese­guito 67 voli, di cui 19 con passeggeri.