Immersi nella storia. I palombari del Comsubin sul relitto del “Veniero” ricordando Enzo Maiorca

Benché il relitto del sommergibile “Sebastiano Veniero” fosse già presente nelle carte nautiche degli anni ’70, solo nel 1978 Enzo Maiorca riuscì a dargli un nome, come da lui stesso raccontato nel libro L’ultima immersione. Il ritrovamento del sommergibile Veniero.  Appartenente alla classe Barbarigo, il Veniero era un sommergibile di media crociera affondato il 26 agosto 1925 a causa di uno speronamento accidentale col mercantile italiano Capena, mentre partecipava a manovre navali nelle acque del Canale di Sicilia. Nella tragedia persero la vita i 48 membri dell’equipaggio che, ancora oggi, sono custoditi all’interno dello scafo.

Il 22 giugno 2017 i palombari di Comsubin (Comando Subacquei ed Incursori) si sono immersi a 55 metri di profondità per ispezionare il relitto del Sommergibile Veniero, affondato 92 anni fa con il suo equipaggio a 5 miglia da Capo Passero (Siracusa).

CAR_7215Per non dimenticare il sacrificio di questi marinai e ricordare contestualmente, a pochi mesi dalla sua scomparsa, Enzo Maiorca, il Gruppo Operativo Subacquei ha condotto l’immersione da bordo di Nave Anteo proprio nel giorno del  compleanno della medaglia d’oro al valor di Marina, insieme alla figlia, Patrizia Maiorca,  e al personale della Soprintendenza del mare della Regione Sicilia.

L’immersione si è svolta con la “tecnica della saturazione” sulla verticale del relitto, una particolare e complessa  attività subacquea che solo la Marina Militare è in grado di condurre in tutto il Mediterraneo e che rappresenta la massima espressione del professionismo subacqueo a livello mondiale.

Il Prefetto di Siracusa, dott. Giuseppe Castaldo, accompagnato dal  Comandante del Comando Marittimo Sicilia, ha assistito alle fasi salienti a bordo di Nave Anteo e ha avuto modo di osservare così la professionalità dei Palombari di Comsubin nella conduzione della particolare attività subacquea che ha una durata  complessiva di circa 104 ore (4 giorni e 8 ore).

L’immersione in saturazione svolta a Capo Passero ha permesso di controllare lo stato di conservazione del relitto e di effettuare una dettagliata mappatura del fondale adiacente.

L’attività svolta dal Gruppo Operativo Subacquei, vera e propria eccellenza in campo subacqueo del nostro Paese riconosciuta anche all’estero, rientra nell’ambito delle molteplici capacità che la Marina Militare pone al servizio della collettività nell’ambiente marino.

Author: GDS

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