19 novembre 1911, Coltano: alle origini della radiotelegrafia

L’8 settembre 1902 l’incrociatore delle Regia Marina Carlo Alberto stava riconducendo in patria il Re, Vittorio Emanuele III e Guglielmo Marconi di ritorno da una crociera di rappresentanza nel nord Europa. Avevano presenziato all’incoronazione di Edoardo VII d’Inghilterra e poi partecipato ad un incontro a Kronstadt con lo Zar Nicola II, durante il quale lo scienziato aveva effettuato alcune dimostrazioni di trasmissione radiotelegrafica. In vista delle coste toscane, Marconi avrebbe riferito all’Ammiraglio Mirabello – Comandante della nave – la sua intenzione di costruire una grande stazione radiotelegrafica intercontinentale, la prima in Italia, destinata alla comunicazione con l’Africa e le Americhe, e di volerla edificare proprio nelle campagne di fronte a loro, tra Livorno e Pisa. 

La stazione radiotelegrafica di Coltano nel 1911 (Fonte: G. Vallauri Il Centro Radiotelegrafico di Coltano. Regia Accademia Navale – Livorno)

Il luogo scelto da Marconi era Coltano, un piccolo borgo agricolo nel comune di Pisa, non lontano dalla città e situato all’interno del parco di Migliarino – San Rossore – Massaciuccoli. L’area, prevalentemente paludosa, era stata parzialmente recuperata con interventi di bonifica dai Medici, che lì possedevano una palazzina di caccia, e dai Lorena.  Proprio per le sue caratteristiche ambientali – il terreno acquitrinoso avrebbe ridotto la dispersione del segnale radio – e la sua posizione favorevole che consentiva le trasmissioni sia con le colonie d’Africa che con le Americhe, allora soggette ad intensi flussi migratori dall’Italia, Coltano si legherà indissolubilmente al nome e all’opera di Marconi. Nel 1903, una volta ottenuto parere favorevole alla concessione del terreno da Re Vittorio Emanuele III (si trattava di una tenuta di caccia della Corona) , i lavori cominciarono molto rapidamente. Si protrassero tuttavia piuttosto a lungo.

Il 13 novembre 1910 – ad impianto non ancora ufficialmente aperto – Marconi trasmise da Coltano un primo messaggio destinato alla stazione di Glace Bay in Canada, mentre l’11 novembre 1911 un messaggio radio venne inviato al Comandante Ricciardelli a Mogadiscio (Somalia). La stazione era ormai in piena efficienza e, finalmente, il 19 novembre 1911 venne inaugurata ufficialmente alla presenza del Re Vittorio Emanuele III e di una commissione militare, effettuando un collegamento con Massaua in Eritrea.

 

La stazione radiotelegrafica di Coltano nel 1911, particolare degli apparati radianti (Fonte: G. Vallauri Il Centro Radiotelegrafico di Coltano. Regia Accademia Navale – Livorno)

La realizzazione della stazione radiotelegrafica riscosse grandi entusiasmi in Italia. Quotidiani come La Tribuna e Il Giornale d’Italia furono tra gli organi di stampa a dare maggior eco a questa eccellenza completamente italiana e pubblicarono diversi articoli e resoconti delle attività della Stazione. L’importanza di Coltano fu anche militare: non è infatti un caso se l’inaugurazione avvenne a poche settimane dall’inizio della guerra italo-turca, così come non deve meravigliare che la Regia Marina abbia da subito impiegato proprio personale per il controllo della Stazione.

Una particolarità dell’impianto erano i grandi sistemi radianti, costituiti da due antenne direzionali orizzontali rivolte verso il Canada e il corno d’Africa, rispettivamente a sud e nord della palazzina di controllo. Per il sostegno delle antenne vennero posizionate 16 torri di ferro sormontate da alberetti in legno per 75 metri circa di altezza, poggianti su piattaforme in muratura. Ogni antenna aveva uno sviluppo orizzontale di 530 metri, necessari per garantire la propagazione delle onde elettromagnetiche impiegate nelle trasmissioni, caratterizzate da grandi lunghezze d’onda.

Nel 1919 la Regia Marina decise di realizzare una nuova stazione transcontinentale, la prima in Italia e in Europa di potenza tale da poter svolgere continuativamente il servizio commerciale col nord America. Si optò nuovamente per il sito di Coltano, equidistante dalla Capitale e dalle zone industriali del nord Italia e quindi facilmente raggiungibile da buoni collegamenti telegrafici. Inoltre, l’esistenza della prima stazione radiotelegrafica rendeva possibile una parziale trasformazione e reimpiego della stessa per trasmissioni sulle medie distanze, in modo da creare un moderno centro radio integrato, capace di sfruttare tutti gli evidenti vantaggi tecnici ed economici di una riunione dei servizi inerenti a più linee.

Il grosso delle opere del nuovo impianto venne eseguito tra il 1920 e il 1922, con il montaggio dei piloni di sostegno per l’apparato radiante e la sistemazione delle macchine e delle linee degli apparati. Nel 1923 la Stazione cominciava regolarmente il suo servizio.

Anche in questa seconda fase il padiglione aereo era decisamente impressionante, ancor più grande del precedente: costituito da una grande antenna in forma di reticolo quadrilatero di 420 metri di lato, era sostenuto da quattro piloni e collegato con la stazione per mezzo di una discesa a ventaglio da uno dei lati. I piloni, di ben 250 metri di altezza, erano costituiti da tralicci in acciaio a sezione triangolare rinforzati da sistemi di cavi di controvento e ancorati a blocchi di calcestruzzo. La lunghezza d’onda in trasmissione era di 16000 m. Si trattava della stazione transcontinentale più potente d’Europa per l’epoca e il risultato complessivo dell’installazione era incredibile – quasi fantascientifico – a vedersi: l’intero panorama per coloro che da Pisa si dirigevano verso Livorno era dominato da questi tralicci metallici alti quasi come quattro Torri Eiffel.

La stazione radiotelegrafica di Coltano nel 1911 (Fonte: G. Vallauri Il Centro Radiotelegrafico di Coltano. Regia Accademia Navale – Livorno)

Ampliamenti ulteriori vennero realizzati nel 1926 – quando la gestione venne affidata per un breve periodo alla società privata Italo Radio – nel 1929 e nel 1934 con l’installazione di impianti ad onde corte.

Nel 1930 il Centro passò alla gestione del Ministero delle Poste. In quel periodo la stazione di Coltano ebbe il massimo splendore e venne impiegata come importante snodo per la telegrafia e le comunicazioni radio con navi e stazioni terrestri in tutto il mondo. Il 13 settembre 1931 Guglielmo Marconi – da Roma – impartì l’ordine di illuminare la statua del Cristo Redentore di Rio de Janeiro proprio attraverso il ripetitore di Coltano. Nell’aprile 1932 venne inaugurato il servizio pubblico radiotelefonico tra nave e terra ferma più esteso al mondo, collegando la stazione di Coltano con il piroscafo italiano Conte Rosso sulla rotta per Shangai, alla distanza di oltre diecimila miglia.

La stazione di Coltano terminerà la sua attività durante la seconda guerra mondiale, quando – nel 1944 – i Tedeschi in ritirata minano le sue strutture. La palazzina sede della prima stazione subirà pochi danni, ma il resto dell’impianto andrà completamente distrutto e non sarà più ricostruito. Ancora oggi, nonostante il susseguirsi di progetti di restauro e gli appelli della stessa Principessa Elettra – figlia di Marconi – della stazione restano pochi ruderi in cattive condizioni e pressoché dimenticati.

Abbiamo già accennato al legame che la Regia Marina ebbe con la stazione telegrafica di Coltano fin dalle prime fasi della sua realizzazione; ricordiamo anche il ruolo svolto da Giancarlo Vallauri, Ammiraglio e insigne studioso, che diresse i lavori di costruzione della Stazione e rivestì l’incarico di Direttore del Centro di Coltano dal 1919 al 1924, per poi passare a dirigere l’Istituto Elettrotecnico e Radiotelegrafico della Marina (IERT) di Livorno.

Prove degli apparecchi marconiani nel Golfo della Spezia, 1897 (Foto Museo Tecnico Navale Marina Militare di La Spezia)

È ben noto anche l’intenso supporto fornito dalla Marina a Guglielmo Marconi nel corso dei suoi studi e delle sue sperimentazioni. In particolare ricordiamo come alla Spezia, sede dell’Arsenale Militare Marittimo dal 1869, si siano svolti importanti esperimenti di trasmissione radio telegrafica. Qui, nel luglio 1897, Marconi svolse una serie di esperienze che, per la prima volta nella storia, stabilivano un collegamento senza fili fra terra e mare connettendo lo stabilimento della Marina in località San Bartolomeo alla stazione ricevente posta sulla corazzata San Martino in navigazione nel Golfo a una distanza di 18 km. dalla terraferma.

Preziose testimonianze di queste esperienze e cimeli originali dell’epoca sono conservati presso il Museo Tecnico Navale della Spezia nella prestigiosa Sala Marconi, inaugurata nel 2017.

Il Museo espone, oltre agli elementi principali di un sistema trasmittente e ricevente inventato da Marconi, le “zone telegrafiche” (nastri telegrafici) originali che riportano i messaggi in alfabeto Morse scambiati durante le prove di trasmissione del 1897. Sono inoltre esposti alcuni apparati dei primi anni del XX secolo come il ricevitore Marconiphone, costruito nel 1920 a Genova dalle Officine Marconi e utilizzato per l’ascolto di musica e notiziari in onde medie (un servizio pubblico allora da poco disponibile) o il trasmettitore a valvola tipo Regia Marina, il primo trasmettitore a valvola a tre elettrodi costruito tra il 1922 e il 1924 presso l’Arsenale della Spezia.

Nello spazio esterno è poi visibile una sezione dello scafo di nave Elettra, la nave laboratorio di Marconi che vide il grande scienziato impegnato in numerosi esperimenti. Affondata durante il secondo conflitto mondiale e restituita negli anni ’60 dalla Jugoslavia, è stata oggi smantellata: parti della sua struttura e dei suoi arredi sono esposte in numerosi musei italiani e esteri.

Leonardo Merlini, Direttore del Museo Tecnico Navale di La Spezia

Gianluca Pini, Esperto di storia navale

 

Per approfondire:

La video-visita al Museo Tecnico Navale di La Spezia