Cima Grappa. Architetture della memoria

Il Massiccio del Grappa fu nell’ultimo anno della Grande Guerra teatro di tre grandi battaglie che portarono alla vittoria finale italiana contro gli austro-ungarici: di quei fatti così sanguinosi quale memoria è stata trasmessa, e come è stata rappresentata? Quale immagine della guerra si è voluto rimandare, e mediante quali percorsi si è pensato di coinvolgere il visitatore di allora? Che cosa può davvero comprendere invece il visitatore di oggi, di fronte a questa soverchiante opera in pietra, che per lui rischia di rimanere silenziosa? E infine, come mai il Monumento al Partigiano, successivo di qualche decennio, non po’ dialogare con il vicino Sacrario? A queste domande risponde il libro a cura di Giovanna Frene, con i testi di Paola Sozzi e le fotografie di Giuseppe Dell’Arche

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