Boetti e Benedettelli: i finanzieri che salvarono gli ebrei

8 settembre 1943, l’Italia è spaccata in due dopo l’Armistizio. Un mese dopo la linea Gustav, dal fiume Garigliano, tra Lazio e Campania fino ad Ortona, divide la penisola. A nord il territorio è in mano alla Repubblica Sociale Italiana e alle truppe tedesche, a sud agli Alleati. Il 16 ottobre 1943 il rastrellamento del ghetto di Roma e la deportazione di migliaia di ebrei nei campi di concentramento. Ed è al confine con la Svizzera che decine di uomini della Guardia di Finanza rischiano la vita per salvare la vita di decine di uomini, donne e bambini. Ebrei a rischio deportazione e morte sicura.

Boetti

Il maresciallo maggiore Paolo Boetti

Una storia nella storia è quella del maresciallo Paolo Boetti e del brigadiere di mare Aldo Benedettelli. Il primo di Finale Emilia, in provincia di Modena, il secondo di Ancona. Boetti, come racconta il maggiore Gerardo Severino, direttore del Museo storico della Guardia di Finanza, in un libro dal titolo “Destinazione Mathausen”, favorì il passaggio in Svizzera attraverso i sentieri di montagna di ex prigionieri di guerra fuggiti dai campi di concentramento e numerosi gruppi di ebrei. I finanzieri si mettevano spesso alla guida dei gruppi di fuggiaschi che a gruppi di dieci/quindici alla volta oltrepassavano la frontiera dopo lunghe ed estenuanti marce forzate. Nelle settimane dopo l’armistizio il maresciallo Boetti, padre di 2 bambine, aderisce alla resistenza ed entra a far parte della Brigata del Corpo Volontari della Libertà “Fiamme Verdi” dell’Alta Brianza. Boetti trasporta lettere, messaggi riservati da e per la Svizzera, per le organizzazioni partigiane e lo stesso Comitato di Liberazione Alta Italia. Ma soprattutto favorisce l’espatrio in Svizzera dei profughi ebrei e dei perseguitati. Poi il 10 maggio del 1944 viene colto di sorpresa e arrestato dall’autorità tedesche, trasferito e assegnato ai lavori forzati in un campo di concentramento austriaco dove, tra stenti e patimenti, rimase fino alla Liberazione.

Benedettelli

Il brigadiere Aldo Benedettelli

E’ invece a Roma, nei giorni terribili dei rastrellamenti al Portico di Ottavia, che si consuma la storia del brigadiere di mare Aldo Benedettelli. Era giunto in licenza matrimoniale quando Roma viene dichiarata “Città Aperta”. Da qualche mese viveva con la giovane moglie Edvige in via Orazio. Ed è qui che trovano riparo la signora Clara Eminente Rossi e sua figlia Isabella, ricercate dalle SS tedesche perché di origine ebraica. Più volte il finanziere offre ospitalità nella propria casa. Favorire gli ebrei per un militare avrebbe comportato la pena capitale.

Il 27 gennaio 2017 è stata conferita la Medaglia d’Oro al Merito Civile per il Maresciallo Maggiore Paolo Boetti e della Medaglia di Bronzo, sempre al Merito Civile, per il Brigadiere mare Aldo Benedettelli.

Per saperne di più sulle storie degli uomini della Regia Guardia di Finanza che salvarono gli ebrei nel ’43 nel sito del Museo Storico della Guardia di Finanza è possibile rileggere le storie e le motivazioni alla base del conferimento delle medaglie.

Da leggere : 21 giugno 1944: destinazione Mauthausen. Storia di Paolo Boetti Maresciallo della Guardia di Finanza (Medaglia d’Oro al Merito Civile “alla memoria”). Uno sconosciuto partigiano e un eroe del bene che salvò molte vite umane (1901-1965)

DestinazioneMathausenEdito dal Museo Storico della Guardia di Finanza – Comitato di Studi Storici (Roma, 2017) il libro del Maggiore della Guardia di Finanza Gerardo Severino narra la biografia del maresciallo Paolo Boetti, il quale successivamente all’8 settembre 1943, oltre a trasportare lettere e messaggi riservati da o per la Svizzera, per le organizzazioni partigiane e lo stesso C.L.N.A.I. (Comitato di Liberazione Alta Italia), favorì soprattutto l’espatrio in Svizzera dei profughi ebrei e dei perseguitati, in fuga dai rastrellamenti tedeschi operati nella vicina Milano.

Posto sotto sorveglianza tedesca nella primavera 1944, fu arrestato dalle SS e deportato a Mauthausen, da cui fu liberato nel maggio 1945. Rientrato in Italia, ha ripreso la sua carriera in Guardia di Finanza.

Author: GDS

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