Pelle d’Ammiraglio, di Alberto Da Zara – Nuova edizione commentata a cura di Enrico Cernuschi e Andrea Tirondola

“Non è facile sintetizzare l’importanza che, per noi uomini di Marina, storici e appassionati delle vicende navali nazionali e internazionali, rappresenta il volume appena pubblicato dall’Ufficio Storico della Marina Militare”. Così il comandante Leonardo Merlini, capo sezione editoria dell’USMM. “Innanzitutto possiamo evidenziare il suo alto valore storico e storiografico – prosegue il capitano di fregata -. Il libro originale, del 1949, rappresenta infatti uno spaccato di mezzo secolo di storia della Marina italiana”, che va dal novembre 1907 (anno in cui l’autore entra in Accademia Navale) fino al primo agosto 1944 (quando Da Zara alzò sull’albero di maestra del Giulio Cesare la sua ultima insegna di comando), raccontato dall’autore in modo scanzonato e con la giusta schiettezza. Una prefazione, una postfazione, tre appendici, un indice dei nomi e una nuova iconografia (in parte inedita), elaborati mirabilmente da Cernuschi e Tirondola, aiutano a inquadrare il libro alla luce di fatti e avvenimenti che l’ammiraglio Da Zara non poteva conoscere o divulgare all’epoca dei fatti.

In secondo luogo il volume, rappresentando – come ci dice lo stesso Da Zara – il proprio testamento, ci fornisce dettagli, situazioni, avvenimenti, avventure anche di carattere privato che, come ebbe modo di scrivere Dino Buzzati, rappresentano “l’autoritratto di un classico ufficiale di Marina, così come almeno una volta lo sognavano i ragazzi”.

Infine quest’opera consegna alla storia un valoroso e abile condottiero, idolatrato dai propri equipaggi, e soprattutto stimato e temuto dal nemico, che ebbe modo di apprezzarlo sui mari in pace e in guerra; come a Pantelleria il 15 giugno 1942, quando lo strapotere navale italiano mostrato da Da Zara in battaglia indusse i pianificatori angloamericani a rinunciare a qualsiasi idea di sbarco in Tunisia, nell’ambito della già concordata invasione dell’Africa Settentrionale.

Un’icona insomma che, sempre citando Buzzati, “ama le donne, i viaggi, l’eleganza, gli onori, la cultura, la bella vita ma con la riserva di un ben nutrito humor, e soprattutto che trova il completo appagamento soltanto in plancia, al comando di una bella nave, quando ai primi barlumi di un’alba splendida all’orizzonte compaiono le alberature del nemico”. E proprio Buzzati navigò come corrispondente di guerra su Nave “Gorizia” (nella foto concessa dalla Fototeca dell’Ufficio Storico della Marina Militare tra le unità della Regia Marina dove fu imbarcato il grande giornalista del Corriere della Sera)

Dal punto di vista editoriale l’Ufficio Storico della Marina con quest’opera prosegue nella nuova collana “La Marina vista con gli occhi dei protagonisti”, dopo la positivissima pubblicazione di Eliso Porta – La mia guerra fra i codici e altri scritti, a cura di Umberta Porta, dello scorso anno.

Per saperne di più Novità libraria dell’Ufficio Storico della Marina (leggi l’articolo)

 

Author: GDS

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