3 settembre 1982. La mafia uccide a Palermo il Generale Dalla Chiesa

Una storia da non dimenticare. Quella di un uomo, di un ufficiale dei Carabinieri, che combatté per l’Italia libera durante la Seconda guerra mondiale, per poi scendere in campo contro il terrorismo e infine contro la mafia. E’ la storia di Carlo Alberto Dalla Chiesa, un padre, un marito che è diventato un testimone della lotta alla criminalità organizzata e un modello per tanti uomini dell’Arma di diverse generazioni.

Nasce a Saluzzo il 27 settembre 1920. Il papà Romano è ufficiale dei Carabinieri e il fratello Romolo. Il primo contatto con la vita militare è la guerra nel Montenegro come sottotenente nel 1941. Un anno dopo passa ai Carabinieri e viene assegnato alla tenenza di San Benedetto del Tronto dove resta fino al fatidico 8 settembre 1943.
Passa nella provincia di Ascoli Piceno e un bel giorno viene affrontato da un partigiano comunista. I partigiani della zona temevano che lui fosse responsabile del blocco dei rifornimenti di armi che gli alleati di tanto in tanto riuscivano a spedire via mare.
Alla domanda “Lei con chi sta, tenente, con l’Italia o la Germania?“, Dalla Chiesa risponde offrendo la sua collaborazione e per un certo periodo le cose filano a meraviglia. Poi, purtroppo qualcuno fa la spia e per Dalla Chiesa è meglio cambiare aria e darsi alla macchia insieme agli altri patrioti: diventa un responsabile delle trasmissioni radio clandestine di informazioni per gli americani.
La guerra si chiude per lui con una promozione e due croci al merito di guerra, tre campagne di guerra, una medaglia di benemerenza per i volontari della II GM, il distintivo della guerra di liberazione ed una laurea in giurisprudenza conseguita a Bari. In quella stessa università prenderà più tardi la laurea in scienze politiche.
La Sicilia che lo vede arrivare giovane capitano è immersa nel regno di terrore della mafia agraria, quella di Don Calò Vizzini, di Genco Russo e di Luciano Leggio. E’ una mafia che poi verrà rievocata con nostalgia quando emergeranno nuovi e ferocissimi boss, ma in realtà era solo più arcaica, non meno spietata.
Cosa Nostra ha stretto un patto di ferro con i più retrivi latifondisti che temono le lotte e le rivendicazioni contadine guidate dai sindacalisti comunisti e socialisti (Fonte: carabinieri.it)

La locandina del film “Cento giorni a Palermo”

Sul Generale Dalla Chiesa sono stati scritti libri, girati film e documentari. Tra questi occorre ricordare “Cento giorni a Palermo” (1984) di Giuseppe Ferrara con Lino Ventura nei panni del Generale Dalla Chiesa e Giuliana De Sio nei panni della moglie Emanuela Setti Carraro. ” (Clicca qui per rivedere il film su RaiPlay)

Il film inizia con l’uccisione dell’ispettore Boris Giuliano, di Pier Santi Mattarella, di Pio La Torre. La mafia imperversa, l’opinione pubblica è inquieta e il governo ricorre al generale Dalla Chiesa, vittorioso del terrorismo, perchè abbia a sconfiggere anche la mafia. Ma questi sono solo buoni desideri, finché non c’è un’efficace legge antimafia e il prefetto di Palermo non ha pieni poteri. Queste sono le giuste richieste del Generale Dalla Chiesa, queste sono le carenze e le colpe del governo. La mafia non è solo potente in Sicilia, ma è molto più potente in Parlamento, ove fa bocciare la legge sull’esattoria da affidare ai poteri pubblici, è potente fuori Italia, specialmente negli Stati Uniti. Fidando sulle promesse, il generale affronta il suo incarico difficile con il profondo senso del dovere, sacrificando i suoi sentimenti personali, non vuole privilegi, è molto chiaro, molto energico, ma anche molto umano. Lo stato non delega il suo potere ad alcuno – dice Dalla Chiesa – tanto meno alla mafia, e la rivoluzione di cui la Sicilia ha bisogno è una sola: che l’unico potere sia dello stato, sia effettivo e riconosciuto. Siamo d’estate, ma il generale non è venuto a fare il turista e inizia indagini complete in tutti i campi: dai suoi collaboratori, al mondo degli affari, alle banche, ecc. Ha contatti con tutti i ceti sociali, con l’umile gente del popolo, con studenti e operai. Trova il tempo anche di celebrare il matrimonio con Emanuela. Avrà così una moglie e una casa a Palermo. Nel frattempo la mafia reagisce (fonte: Cinematografo.it).

Altri film sono stati girati negli anni seguenti. In particolare “Placido Rizzotto” di Pasquale Scimeca (2000) e “Il Generale Dalla Chiesa” di Giorgio Capitani (2007) che aiutano a capire il contesto sociale e politico, ma anche quello legato alla criminalità organizzata in cui avvenne l’uccisione di Dalla Chiesa.

La prima pagina de L’Ora di Palermo

Tra i libri scritti durante gli anni sulla figura, l’impegno e le vicende del Generale Dalla Chiesa ci sono quello di Pino Arlacchi dal titolo Morte di un generale (1982). Dello stesso anno Il generale Dalla Chiesa (AdnKronos)di Marco Nese e Ettore Serio, ma anche quelli di Nando Dalla Chiesa, figlio del Generale, come Delitto imperfetto (Mondadori, 1987) e Carlo Alberto Dalla Chiesa: in nome del popolo italiano (Rizzoli, 1997) oltre che numerosi altri libri sulla figura del padre e sulle questioni legate alla lotta tra Stato e mafia. Molto interessante poi è il libro di Patrizia Piotti che ripercorre le vicende del Generale nel volume I quotidiani italiani e l’omicidio Dalla Chiesa (Vita&Pensiero, 1989) e quello a cura di Francesco Petruzzella Carlo Alberto Dalla Chiesa. Michele Navarra e la mafia del corleonese (1990).

Nel 2020, in occasione del centenario dalla nascita del Generale Carlo Alberto Dalla Chiesa sono stati presentanti altri due: Dalla Chiesa. Storia del generale dei carabinieri che sconfisse il terrorismo e morì a Palermo ucciso dalla mafia (Mondadori) del giornalista del Corriere della Sera Andrea Galli che ha ricostruito la vicenda umana e professionale del più famoso carabiniere d’Italia, trentacinque anni dopo il tragico attentato di via Carini a Palermo e insieme ha tracciato un racconto che, dal secondo dopoguerra a oggi, segue il filo rosso della drammatica e spesso misteriosa storia del nostro Paese, ripercorsa attraverso la biografia di un suo indimenticato protagonista chiamato a «essere al centro della fiducia e della credibilità dello Stato». L’altro libro scritto dalla figlia del Generale, la giornalista e conduttrice Rita Dalla Chiesa, tra i volti più amati della Televisione italiana, dal titolo Il mio valzer con papà (RaiLibri) dove l’autrice racconta i ricordi di bambina cresciuta con la famiglia in una caserma dell’Arma cambiando spesso città. L’adolescenza ribelle e il non saper stare troppo “nei ranghi”. Il varcare la soglia dell’età adulta fatta di nuove consapevolezze. Ma, accanto a lei, l’uomo che nonostante la sua triste e prematu- ra scomparsa non smetterà mai di ballare insieme alla sua adorata figlia. Questa è l’immagine che Rita Dalla Chiesa ha di suo padre Carlo Alberto, figura simbolo della lotta delle istituzioni italiane contro il terrorismo e la mafia, vittima nell’82 dell’infame agguato. E’ un ritratto commosso, orgoglioso, tenero e vivido, di un uomo che ha incarnato il senso della giustizia e della capacità di lotta contro le diverse forme del male sociale. Ma, soprattutto, l’omaggio di una figlia che ha perso tragicamente suo padre, strappato troppo presto all’affetto suo e dei suoi fratelli.

Nel nuovo sito internet del Tribunale di Palermo sono state inoltre pubblicate sentenze e atti per ricordare proprio il Generale Dalla Chiesa nel 39° anniversario della sua uccisione. Si trova nella sezione “La nostra storia”.

Laura Malandrino