Sala Marconi: la riapertura a cento anni dalla nascita del Museo Tecnico Navale della Marina Militare di La Spezia
La Sala Marconi del Museo Tecnico Navale di La Spezia riapre ufficialmente al pubblico. Una tappa importante per lo spazio museale della Marina Militare che nel 2025 celebra i cento anni dalla nascita. Appassionati, ma non solo potranno nuovamente riscoprire un percorso espositivo unico al mondo che riporta alla memoria gli esperimenti telegrafici del Premio Nobel Guglielmo Marconi.
La Sala completamente rinnovata è dedicata all’evoluzione della comunicazione marittima, alle rivoluzionarie scoperte di Marconi e al contributo della Regia Marina all’innovazione tecnologica nell’ambito della radiotelegrafia senza fili.
Uno luogo che ogni anno è meta di centinaia di visitatori anche dall’estero, di studenti, studiosi, ma soprattutto ricercatori e cultori di storia navale. Nella Sala Marconi è possibile non solo ammirare nuovamente gli apparati e le “zone telegrafiche” della prima comunicazione terra-mare, ma anche gli strumenti radio costruiti nell’Arsenale militare marittimo della Spezia su licenza del genio bolognese.
“Nella Sala Marconi da oggi riaperta al pubblico tutti i visitatori potranno meglio comprendere gli apparati e le tecnologie che vi sono contenuti – spiega il Contrammiraglio Leonardo Merlini, Direttore del Museo Tcnico Navale della Marina Militare di La Spezia -. In particolar modo, attraverso un importante supporto didascalico, fotografico, audio e video, il visitatore potrà scoprire l’importanza della scoperta marconiana per i navigatori e per tutti coloro che andavano e che tutt’ora vanno per mare. Inoltre emerge lo stretto rapporto e la sinergia tra la Regia Marina prima e la Marina Militare dopo che fu l’unica a credere alle scoperte già dal 1897 del giovane genio bolognese. Infine, una teca nuova opportunamente allestita spiega tutta l’evoluzione tecnologica dei primi componenti marconiani, come ad esempio il coherer, fino ai nostri giorni, ossia allo smartphone”.
L’apertura della Sala Marconi si inserisce nel percorso di valorizzazione culturale del Museo Tecnico Navale della Spezia volto a riscoprire le figure, le rotte e le conoscenze che hanno contribuito a tracciare la storia del pensiero marittimo e scientifico italiano.

Proprio qui Marconi compì le sperimentazioni radiotelegrafiche senza fili. In un foglietto di carta un’annotazione scritta a penna: “Zona dell’apparecchio ricevente del S. Martino in coperta, batteria e cala durante gli esperimenti del 17 – 7 – 97”. E’ la frase che si legge sulla fascetta che avvolgeva i “nastri telegrafici” che Marconi utilizzò in quei giorni a La Spezia durante le sue prime sperimentazioni datate 17 luglio 1897. E’ uno dei reperti più antichi al mondo ed dal 2025 sarà nuovamente possibile ammirarlo
Già nel 1895 lo scienziato, all’età di 21 anni, nella villa di famiglia a Pontecchio, vicino Bologna, aveva sperimentato la propria intuizione, ossia l’applicazione delle onde elettriche per la telegrafia senza filo. Marconi collegando un generatore di oscillazioni elettriche ad un filo metallico isolato nell’aria ed alla terra ottenne una radianza di queste onde nell’aria e che queste potevano essere rivelate da un dispositivo analogo posto a distanza. Il primo esperimento fu condotto con successo tra due stazioni lontane due chilometri situate alle pendici opposte di una collina. Un anno dopo Marconi ebbe l’opportunità di presentare pubblicamente la propria invenzione a Sir William Prece, ingegnere capo del Post Office di Londra, e l’anno successivo ottenne dall’Ufficio Patenti britannico il brevetto per “telegrafia senza fili con onde elettriche”.

Augusto Bianco, addetto navale italiano a Londra dopo aver seguito l’attività di Marconi riferì tutto sugli sviluppi degli esperimenti marconiani al Ministero della Marina. Così il Ministro della Marina dell’epoca, ammiraglio Benedetto Brin chiese a Marconi di rientrare in Italia per dimostrare l’efficacia del nuovo sistema di comunicazione sulle navi della Regia Marina. Dopo una dimostrazione a Roma la Marina mise a disposizione l’arsenale di La Spezia, le navi e il personale per ripetere l’esperimento, stavolta su una scala più vasta, proprio nella città ligure.
Marconi ha svolse a La Spezia i primi esperimenti di radiotelegrafia navale dopo quelli fatti in Inghilterra presso il Post Office britannico. Infatti, venne chiamato dalla Regia Marina a La Spezia per ripetere e dimostrare i suoi studi. La Regia Marina mise a disposizione di Marconi tutti i suoi mezzi, l’arsenale e il personale. La commissione per gli esperimenti della Marina nominò una commissione di tecnici, di ingegneri e di elettricisti per certificare e per capire l’importanza scientifica degli studi marconiani.

La commissione seguì tutte le prove che fece Marconi a partire dal piazzale retrostante il Museo navale. Inizialmente furono fatte tra una stazione trasmittente e una ricevente messe a terra e poi man mano che le prove andavano bene la stazione trasmittente fu spostata in un’altra area del golfo di La Spezia, a San Bartolomeo, mentre la stazione ricevente posta sul rimorchiatore n. 8 che navigava nelle acque antistanti la costa per poi arrivare il 17 luglio del 1897 a portare l’apparecchio ricevente a bordo di Nave San Martino posizionata a qualche chilometro da San Bartolomeo”. Marconi, sfruttando il codice Morse e una stampante telegrafica terrestre (il telegrafo esisteva già) riuscì a trasmettere un segnale telegrafico in wi-fi senza la necessità di collegare tramite un filo la stazione trasmittente a una ricevente. I nastri marconiani furono conservati dal telegrafista Maria Gaetano Da Pozzo, un marinaio che seguì Marconi durante i suoi esperimenti (nella foto d’archivio conservata dell’Ufficio Storico della Marina Militare). Da Pozzo si trovava sul rimorchiatore N. 8 e si riferisce alle prove in mare dei giorni 12, 13, 14 luglio 1897 all’interno del golfo. Il 17 e 18 luglio le sperimentazioni passarono su nave San Martino, prima in porto e poi in navigazione in mare aperto fino a quasi 18 km dalla stazione trasmittente.

Da Pozzo dopo gli esperimenti effettuati alla fonda su Nave San Martino conservò come ricordo i nastri che, una volta esaminati, sarebbero sicuramente andati perduti. Questi nastri arrivarono al Museo Tecnico Navale di La Spezia perché Da Pozzo li tenne come una cosa cara insieme ad altri cimeli e ad altre fotografie della sua carriera in Marina. Poi passarono alla famiglia e ai discendenti. Grazie alla nipote, Anna Maria Da Pozzo, i nastri arrivarono al Museo negli anni della direzione dell’Ammiraglio Silvano Benedetti che seguì tutta l’opera di recupero e di restauro grazie anche all’impegno di aziende private come l’EuroGuarco.
Una storia raccontata per la prima volta in televisione, al grande pubblico, nel servizio di Tv2000 a 120 anni dagli esperimenti compiuti da Marconi.
Grande l’afflusso di pubblico al Museo Tecnico Navale della Marina Militare, segno di una vicinanza da parte del pubblico alla Forza Armata che ha scritto pagine memorabili di storia. Non a caso, ogni anno, vengono promosse le “Giornate marconiane” attraverso cui giovani e adulti si avvicinano alla figura e alla testimonianza dello scienziato italiano. Basta pensare al Marconi Day che a La Spezia si celebra ogni anno, così come in tutto il mondo in occasione della Giornata mondiale della radio. A La Spezia, però, in modo particolare, proprio per celebrare gli esperimenti marconiani. Infatti, il Museo Tecnico Navale in collaborazione con l’Associazione Radioamatori Italiani (ARI) non manca di far avvicinare l’opinione pubblica al mondo della radio e con essa anche alla cultura insita nella tradizione della Marina Militare.
Vincenzo Grienti
Per approfondire il tema:
Quando Marconi sperimentò il wi-fi a La Spezia
Coltano alle origini della radiotelegrafia