Giorni di Storia

date, nomi, avvenimenti che raccontano il '900

ArchivioAvvenimentiHistory FilesIn Primo Piano

100 anni fa la Stazione Cablografica di Anzio. In un libro di Gerardo Severino un capitolo storico delle telecomunicazioni italiane

È stato celebrato nella caserma Santa Barbara di Anzio, sede della Brigata Informazioni Tattiche, il centenario della posa del cavo cablografico per le Americhe, un’opera pionieristica lunga 13mila chilometri che avrebbe cambiato per sempre il modo di comunicare tra i due continenti.

La cerimonia, alla quale ha presenziato l’Ambasciatore della Repubblica Argentina, S.E. Marcelo Martin Giusto, promossa dal Comando Brigata Informazioni Tattiche  e dall’Unione Nazionale Ufficiali in Congedo d’Italia (UNUCI), in collaborazione con il Comune di Anzio e il  sostegno dei LIONS Anzio-Nettuno Host con targa commemorativa. L’evento ha inteso celebrare la data che segnò l’avvio di quello che fu, per l’epoca, un innovativo sistema di comunicazione.

La giornata intensa e partecipata si è svolta alla presenza delle massime autorità civili e militari del territorio.

Dopo il benvenuto del Generale di Brigata Ettore Pontiroli, Comandante della Brigata Informazioni Tattiche che nella sua sede custodisce la storica palazzina dell’ITALCABLE, si sono susseguiti i saluti del Sindaco di Anzio, Dott. Aurelio Lo Fazio, del Presidente Nazionale dell’UNUCI, Generale di Brigata in ausiliaria Federico SEPE e del presidente dei LIONS Anzio-Nettuno Host Donato Gallina.

Nel corso della cerimonia è stato presentato il Libro “Sul Fondo degli Oceani da Anzio a Buenos Aires”, una ricca e puntuale ricostruzione storica redatta dal Colonnello in ausiliaria della Guardia di Finanza Gerardo Severino che ha ringraziato l’amministrazione comunale per aver accolto la proposta UNUCI di intitolare il largo antistante la Caserma Santa Barbara, Piazza Buenos Aires.

A sinistra il Presidente del Museo Storico dello Sbarco di Anzio Patrizio Colantuono con Cap.ing.(ris)E.I. Marcello BOSCHI Presidente UNUCI Anzio-Nettuno

La ricerca storico documentale ha visto il supporto  del Cap.ing.(ris)E.I. Marcello BOSCHI Presidente UNUCI Anzio-Nettuno, il quale ha curato e coordinato la mostra mostra documentaria fotografica inaugurata il 12 ottobre scorso. In tale occasione è avvenuta consegna ufficiale del Libro da parte di UNUCI a S.E. Marcelo Martin Giusto e al Generale di Brigata Ettore Pontiroli e alle autorità presenti. A seguire lo scoprimento della  targa commemorativa realizzata per l’occasione dai LIONS Anzio-Nettuno Host.

Il colonnello Gerardo Severino durante la presentazione del libro curato ed edito dall’UNUCI

Un evento dall’alto significato storico e umano nel ricordo di un momento che fu importante per l’intero territorio e per la Nazione tutta, non solo da un punto di vista tecnologico e di innovazione ma anche e soprattutto sociale e umano.

La posa di quel cavo in quella storica giornata, che consentì di unire cuori e menti e di rimettere in connessione gli emigrati con la loro Patria Natia, fu frutto del lavoro sinergico di diverse istituzioni che insieme lavorarono per portare a compimento l’opera. Un insieme di pensieri e azioni idealmente “ricostruiti” dalle medesime istituzioni che dopo cento anni si sono riunite nella memoria e nel ricordo di quell’impresa leggendaria.

Da sinistra l’Ambasciatore della Repubblica Argentina, S.E. Marcelo Martin Giusto; il Colonnello (a) GdF Gerardo Severino e l’Ammiraglio Gianluca De Meis, Capo Ufficio Storico della Marina Militare che ha firmato la prefazione al libro

Una storia poco conosciuta che parte dal cuore dell’Italia per arrivare in America Latina. Una ricerca documentale e archivistica pubblicata nel libro di Gerardo Severino che trae sputo dal centenario dell’inaugurazione della Stazione Cablografica di Anzio, avvenuta solennemente il 12 ottobre del 1925, nell’ambito del più vasto progetto con il quale la Società ITALCABLE avrebbe gestito i traffici telegrafici tra l’Italia e il Continente Americano. Da quel giorno in poi fu completato l’intero circuito cablografico, il quale aveva visto impegnata la Società Milanese già l’anno prima, con la posa dei cavi sottomarini che avrebbero collegato inizialmente l’Italia agli Stati Uniti d’America. Tale collegamento era stato già inaugurato nel marzo del 1925, mentre in ottobre furono aperte le comunicazioni con Argentina, Brasile e Uruguay. Al centro della vicenda storica vi è la figura dell’Ingegnere Giovanni Carosio, il quale, emigrato in Argentina vi costituì una prima Società elettrica e di telecomunicazioni, fornendo così un rapido sviluppo tecnologico anche a quel contesto geografico. Alla nascente ITALCABLE, il professionista lavorò incessantemente sin dal 1921, tessendo abili collegamenti sia con le Autorità nazionali che con quelle Argentine. Nella stessa Argentina, infatti, dove vivevano migliaia di connazionali, fece in modo che a concorrere all’iniziativa fosse anche la locale Comunità italiana, dalla quale ottenne non pochi finanziamenti. Anche per tali ragioni, il collegamento inaugurato il 12 ottobre 1925 prese il nome di “Anzio-Buenos Aires”, dando così lustro ai precedenti storici dell’intera vicenda. La Stazione Cablografica di Anzio, inizialmente ospitata in una struttura in legno fu poi trasferita nella palazzina stile Liberty che ancora oggi s’affaccia nei pressi del glorioso Belvedere, o meglio su quello che ne è rimasto, dinanzi a quel Mar Tirreno dal quale partivano gli stessi cavi transoceanici. Ma il libro si spinge anche oltre, in quanto ricostruisce dettagliatamente la storia della “Caserma Santa Barbara”, come fu ribattezzata nel 1951 la vecchia Stazione ITALCABLE, la quale, già a metà degli anni Trenta era stata scelta quale sede della Scuola Centrale della Milizia Contraerea. Passata all’Esercito nell’immediato dopoguerra, è oggi sede prestigiosa della Brigata Tattica dello stesso Esercito Italiano.

Editore del libro.

Il libro è stato fortemente voluto dalla Sezione di Anzio e Nettuno dell’Unione Nazionale Ufficiali in Congedo, diretta dal Capitano Ing. Marcello BOSCHI, la quale ne ha proposto l’edizione alla Presidenza Nazionale di tale sodalizio. L’UNUCI, che il prossimo anno festeggerà il suo primo secolo di vita è da sempre impegnata nella promozione della cultura storico-militare, favorendo, come nel caso in esame, anche la pubblicazione di libri tematici che riguardano le componenti militari cui essa stessa si rivolge, sia riguardo al personale in congedo che a quello in servizio.

Autore del libro.

A firmare il libro è il Colonnello (Aus) della Guardia di Finanza Gerardo SEVERINO (Castellabate, 1961), già Direttore del Museo Storico Nazionale della stessa GdF. Residente ad Anzio, è fra i più affermati storici militari italiani, membro della prestigiosa Società Italiana di Storia Militare, autore di centinaia fra libri, saggi e articoli tematici. Membro del Comitato di Redazione della rivista internazionale “Report Difesa”, il Colonnello SEVERINO possiede la Laurea Magistrale in Scienze e Tecniche della Comunicazione ed è diplomato in Archivistica.

Giulio Marsili